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Il regolamento di condominio

È importante fare immediatamente una distinzione: quella tra il regolamento di natura condominiale e il regolamento di natura contrattuale; il codice civile va a riferirsi solo al primo dei due, mentre entrambi questi regolamenti sono riconosciuti dalla giurisprudenza.
Entrando nello specifico è bene ricordare che il regolamento di natura condominiale (o di condominio assembleare) viene approvato in assemblea di condominio con la maggioranza dei votanti e dunque trascritto nello specifico registro (si vedano articoli 1136 e 1129 del codice civile).
Il regolamento di tipo contrattuale invece può:
-essere stato approvato all’unanimità  e sottoscritto da ogni condomino;
-essere stato predisposto dal costruttore e/o venditore e accettato dai condomini (viene quindi inserito negli atti di acquisto);
-essere stato predisposto da un unico proprietario originario ed inserito negli atti di disposizione. 
Si ricorda che non si può obbligare l’acquirente a prendere accordi per l’accettazione futura di un regolamento ancora da formulare.
Abbiamo appena fatto questa distinzione di fondamentale importanza perché mentre il regolamento di natura condominiale non può porre limitazioni ai singoli condomini, il regolamento di tipo contrattuale, per la sua natura. può farlo traendo la sua validità dal consenso dei condomini interessati, purché venga eseguito l’iter previsto (per le differenti tipologie di limitazioni o oneri imposti). 
Un secondo orientamento giuridico (art. 1138) ci dice però che determinati limiti non possono ovviamente essere superati neanche con regolamento contrattuale.

Cosa contiene il regolamento?
1) Disciplinare l’uso delle cose comuni: in linea di massima ogni condomino può godere delle cose comuni, anche per uso solo personale, a meno che questo non comporti una lesione del medesimo diritto di altri condomini (ovviamente nel caso in cui il regolamento non comporti limiti all’uso delle medesime parti);
2) La tutela del decoro del condominio: generalmente sono regole che non riguardano meramente l’aspetto estetico (decoro architettonico) bensì includono anche norme volte a regolamentare gli usi che possano deprezzare il valore dell’edificio in questione o a tutelare la coesistenza tra le diverse entità (famiglie, singoli) presenti nella realtà “condominio” (decoro morale);
3) Norme relative ad amministrazione o alla ripartizione delle spese: ovvero le modalità di convocazione di un assemblea condominiale, il funzionamento della stessa fino ad arrivare all’organizzazione specifica della ripartizione delle spese (al fine di evitare indagini ad ogni singola spesa ad esempio).

Autore:  Giacomo   
    
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