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Nuovo Articolo 5 x 1000, come cambia il finanziamento volontario
Categorie in cui questo articolo è presente :   Fisco            

28 Aprile 2015

Finora le leggi di stabilità prorogavano di anno in anno il 5 x 1000, cioè la possibilità per i contribuenti di destinare 5 millesimi del proprio Irpef ad un ente, associazione, ricerca, ecc. di propria scelta. Ora questo finanziamento alle attività di rilievo sociale è diventato stabile e permanente, e non è l'unica novità. D'altronde, il 5 x 1000 ha subito una notevole evoluzione nel corso degli anni: nel 2006 è stata introdotta la possibilità di scelta autonoma delle associazioni da parte dei contribuenti. Inoltre, i settori finanziabili sono aumentati nel corso degli anni (ultima new entry la cultura nel 2014).

Adesso la scelta è tra sei categorie (volontariato e organizzazioni senza fini di lucro impiegate nel sociale, ricerca scientifica ed Università, ricerca sanitaria, associazioni sportive dilettanti con riconoscimento Coni, attività sociali attuate dal Comune di residenza, attività per la tutela, la valorizzazione e la promozione dei beni culturali), con la possibilità di destinare il 5 x 1000 ad un particolare ente ammesso al finanziamento, indicando il suo codice fiscale (tranne che per i beni culturali). Quest'anno potranno accedere al finanziamento anche le onlus impiegate nella solidarietà internazionale e nella cooperazione allo sviluppo. Inoltre, gli enti impiegati nel volontariato e le associazioni sportive dilettanti potranno fare domanda per essere ammessi al finanziamento tramite 5 x 1000 attraverso Fisconline e Entratel, i canali telematici dell'Agenzia delle Entrate.

Infine, poiché il 5 x 1000 è diventato permanente, è stato indicato con la legge di stabilità 2015 il tetto massimo di raccolta, valido per il triennio 2015-2017. Tetto massimo che è stato aumentato di 100 milioni di euro (il 20%), passando da 400 a 500 milioni. Questo perché negli anni passati l'importo massimo era regolarmente superato dalle indicazioni dei contribuenti ed il tetto di 400 milioni faceva sì che il denaro in più venisse destinato dallo Stato ad altri fini. In pratica, con le vecchie regole si sarebbe potuto parlare di una donazione del 4,2 x 1000, invece che del 5 x 1000 (infatti, era quella la quota Irpef che i contribuenti finivano per destinare alle attività socialmente rilevanti). Infine, è passato da 2065,85 a 30000 euro l'importo massimo a cui applicare la detrazione Irpef del 26% delle donazioni alle onlus durante l'anno.

Fonte:  Serena Marchini   
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