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Nuovo Articolo Accesso vietato alle spiagge per venditori ambulanti
Categorie in cui questo articolo è presente :   Vacanza            

26 Agosto 2015

In tutta Italia sono sempre di più i comuni che vietano l'accesso alle spiagge ai venditori ambulanti. Il servizio d'ordine è stato assegnato soprattutto ai vigili urbani locali, ma non è rara la presenza di vigilantes privati, buttafuori e steward. In ogni caso, l'obiettivo è lo stesso: alzare gli standard di sicurezza ed il rispetto della privacy dei turisti in spiaggia e dei bagnanti. In pratica, vietare l'accesso ai venditori ambulanti (che offrono foulard, teli da mare, cocco fresco, occhiali da sole), ma anche alle massaggiatrici ed ai distributori di volantini pubblicitari. Che si tratti della Sicilia, della Toscana, del Veneto o delle Marche, la musica è la stessa: se non sono i singoli gestori degli stabilimenti ad intervenire (dotandosi di un personale privato per la sicurezza), sono i singoli sindaci dei comuni, adottando una o più ordinanze ad hoc.

Ad esempio, il sindaco di Loano (provincia di Savona, Liguria) ha destinato 140mila euro per assumere a tempo determinato (dal 20 giugno al 20 settembre) otto nuovi agenti di polizia municipale: effettueranno il servizio giornaliero in spiaggia, supportati da guardie giurate durante i fine-settimana. A Lavagna (Genova) verranno impiegati in spiaggia vigili con scarpe da scoglio e divise leggere, mentre nelle Marche è stato assegnato ad un'azienda privata di sicurezza il pattugliamento di 70 chilometri di litorale. Verranno effettuate ronde continue per intercettare e dissuadere gli abitanti.

Il sindaco di San Vincenzo (in provincia di Livorno) ha optato invece per dei buttafuori ed ha stabilito un “concorso di responsabilità” (con annesse sanzioni) per i gestori degli stabilimenti balneari per impedire l'accesso agli ambulanti. Anche ad Olbia ed a Albenga (Savona) sono stati mobilitati rispettivamente la polizia ed i vigili urbani (in borghese), mentre a Salandia (in provincia di Latina) è stata vietata lungo i 20 chilometri di spiagge qualunque vendita non autorizzata. Infine, a Modica (provincia di Ragusa) sono stati destinati 42mila euro per la vigilanza sulle spiagge, attraverso la creazione di tre postazioni fisse sul litorale tra Marina di Modica e Maganuco.

È stata abbandonata, invece, l'iniziativa del comune di Jesolo che prevedeva l'utilizzo di droni per la sorveglianza delle spiagge: le limitazioni di volo previste dalla legge regionale rendevano problematiche autorizzazioni ed uso. Al contrario, continua il servizio di vigilanza spiagge tramite telecamere 24 ore su 24 ed interventi mirati a Lignano Salbiadoro, in provincia di Udine.

Fonte:  Serena Marchini   
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