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Nuovo Articolo Affittare i beni culturali, ma il pubblico ci rimette sempre
Categorie in cui questo articolo è presente :   Politica            

8 Novembre 2015

Il codice dei Beni Culturali prevede che i siti pubblici possano affittare il patrimonio storico-artistico italiano (musei, monumenti, anfiteatri, ecc.) ai privati solo per finalità compatibili con la loro destinazione culturale. Tuttavia, non sempre è così. L'ultimo caso è avvenuto a Torino, giovedì 8 ottobre, quando la Villa della Regina, patrimonio UNESCO dell'umanità e splendido edificio barocco, è stata chiusa per tutta la giornata: sia la villa che il parco (realizzati nel 1615 per Maurizio di Savoia) non erano accessibili perché ospitavano "i giovani manager del programma di formazione Uniquest di Unicredit". Così si leggeva nel cartello.

A rendere ancora più amara la questione e' il fatto che Unicredit non abbia pagato un euro di affitto. Infatti, l'affitto ai privati dei beni culturali e' assolutamente deregolato: ogni direttore fa a modo proprio, decidendo liberamente il prezzo da richiedere. Oppure lasciando il bene culturale a disposizione di un privato senza alcun corrispettivo. Così, se si deve affittare il Salone delle Feste di Capodimonte a Napoli bisogna pagare 25.000 euro (fanno eccezione le manifestazioni per il lancio di un prodotto, soggette a trattativa privata), il noleggio del Tempio di Segesta in Sicilia o la Pinacoteca di Brera costa solo 5.000 euro per l'intera giornata. Ancora più basso l'affitto del Museo Civico di Bologna (2000 euro per un'intera giornata) e del Castel Sant'Elmo (solo 1.000 euro). Sale a 15.000 euro, invece, una cena all'Anfiteatro di Pompei, proprio in mezzo agli scavi; stessa cifra vale l'affitto degli Uffizi per una cena da 100 persone, mentre se si vuole mangiare accanto al David all'Accademia bisogna pagarne ventimila. Infine, per una festa in maschera in costume settecentesco con 1500 invitati alla Reggia di Venaria a Torino o un evento privato nel salone di Pietro da Cortona di Palazzo Barberini a Roma si spendono 20.000 euro.

E non fanno meglio i politici: l'affitto del Ponte Vecchio fu concesso da Renzi alla Ferrari, quando era ancora sindaco di Firenze, per soli 60.000 euro, cifra ancora più ridicola se si pensa ai disagi dei cittadini. Tuttavia, a parte le polemiche per le modalità e gli importi degli affitti, le proteste sia dei cittadini che dei turisti riguardano il fatto che per organizzare eventi privati i monumenti e i musei vengano chiusi al pubblico. Infatti, molto spesso gli eventi si tengono durante l'orario di apertura e lo condizionano a proprio vantaggio (chiusure totali o anticipate). E per finalità tutt'altro che culturali, come feste, sfilate di moda e cene.

Fonte:  Serena Marchini   
Tags in cui l'articolo è presente :    Cultura            
    
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