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Nuovo Articolo Apertura no stop o chiusura settimanale? Gli esperti non sono convinti
Categorie in cui questo articolo è presente :   Cronaca            

28 Settembre 2015

In Francia, come in Italia, i musei effettuano un giorno di chiusura settimanale (in genere, il lunedì e il martedì), tuttavia di recente il governo francese ha deciso di cambiare politica. I tre musei più famosi e visitati (il Louvre, il castello di Versailles ed il museo d'Orsay si adegueranno agli orari del British Museum e della National Gallery di Londra, del Pardo di Madrid e del MoMoa di New York, restando aperti sette giorni su sette. È stato un vero e proprio annuncio a sorpresa, effettuato dallo stesso presidente Hollande, e verrà applicato da questo autunno. L'obiettivo è evitare le lunghe file dei visitatori, assestando gli afflussi durante tutta la settimana e ottimizzando i costi. Inoltre, si prospetta questa apertura no-stop come una maniera per andare incontro alle esigenze dei turisti, che, mentre possono visitare l'Arco di Trionfo o la Tour Eiffel in qualunque giorno della settimana, non possono fare lo stesso con i musei. Nella lotta serrata tra le città d'arte per una maggiore visibilità, Parigi vuole in questo modo rimanere la capitale mondiale del turismo.

Tuttavia, non sono previste nuove sovvenzioni per permettere al Louvre, al castello di Versailles ed al museo d'Orsay di rimanere aperti tutta la settimana: secondo i sindacati, infatti, serviranno più risorse e nuove assunzioni. Al contrario, Fleur Pelleuin, il ministro della Cultura, afferma che il numero maggiore dei biglietti venduti grazie a questa iniziativa sarà sufficiente a coprire le spese per la sua realizzazione. È anche vero che l'eliminazione del giorno di chiusura settimanale servirà per ospitare nei musei eventi privati o set cinematografici o ancora per le visite dei mecenati (come avveniva ogni martedì al Louvre): dato che si perderanno queste importanti risorse e sovvenzioni, non è detto che alla fine i conti tornino.

Infine, oltre all'aspetto economico, bisogna considerare l'aspetto della salvaguardia del patrimonio artistico ospitato nei musei: il giorno di chiusura serve per la pulizia delle sale, per controllare le opere, per cambiare l'allestimento. Molti esperti, infatti, vedono questa scelta inutile sul piano economico (si aumenta la confusione e i turisti si concentrerebbero solo nelle sale più importanti) e dannoso su quello culturale: sarebbe impossibile montare la mostre e far “riposare” le opere d'arte, lontano dallo stress almeno per un giorno.  

Fonte:  Serena Maechini   
Tags in cui l'articolo è presente :    attualità            
    
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