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Nuovo Articolo Bordeaux-Dax-Tolosa: quando la protesta proviene dai viticoltori
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16 Dicembre 2015

Tutti conoscono il movimento No Tav italiano, ma da questa parte delle Alpi pochi conoscono quello che si sta organizzando nella regione di Bordeaux. Formato soprattutto da viticoltori, protesta veementemente contro la realizzazione delle linee ad alta velocità (Tgv) Bordeaux-Dax e Bordeaux-Tolosa il grido di "Giù le mani dai nostri vigneti". Il fatto è che, nonostante le rassicurazioni dei promotori del progetto (secondo cui non verrà danneggiato nessun vitigno nella realizzazione delle linee), i produttori temono ben altro, un rischio per l'intero territorio e il suo microclima.

Il percorso ferroviario, infatti, attraversa la valle del torrente Crion, affluente della Garonne e responsabile del microclima unico della zona. Le acque più fredde del torrente, unendosi a quelle della Garonne, creano le condizioni ambientali adatte perché al mattino cali sul territorio una nebbia responsabile dell'umidificazione naturale delle uve, rendendole uniche al mondo. I 173 viticoltori della zona di Bordeaux temono appunto che il passaggio dei treni ad alta velocità abbia un impatto negativo sulla circolazione delle falde acquifere che alimentano il Crion, modificandole e modificando di conseguenza il microclima della regione. L'impatto sulla produzione dei vitigni è sconosciuto, ma sarà di certo grave abbastanza da pregiudicare la produzione dei vini. Tra questi spiccano le Aoc (Appellation d'origine controllèe) Barsae e Sauternes, quest'ultimo uno dei vini bianchi dolci più famosi e apprezzati al mondo.

Tuttavia, il governo Hollande è deciso a realizzare il progetto (del costo di 8,3 miliardi di euro circa); le linee ad alta velocità sarebbero fondamentali per potenziare la rete di collegamento tra il sud-ovest atlantico francese e la capitale (i tempi di percorrenza si accorcerebbero a due ore circa). Allo stesso tempo verranno rese più veloci le tratte verso e dalla Spagna. Le ricadute previste in termini di turismo e di occupazione pesano, ma i viticoltori della regione non sono gli unici ad avversare il progetto. Più determinante ancora sarà la decisione della Corte dei Conti e della commissione di inchiesta pubblica incaricata di vagliare i costi dell'alta velocità e la sua utilità.

Fonte:  Serena Marchini   
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