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Nuovo Articolo COSA SAPERE SULL’IMU ( IMPOSTA MUNICIPALE UNICA) Seconda puntata
Categorie in cui questo articolo è presente :   Attualità    Economia e Politica         
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23 Aprile 2012

Siamo appena a metà aprile e già iniziano le modifiche al decreto-legge sulle semplificazioni fiscali n° 16 del 2012,  per ora riguardano solo le date di pagamento per la prima casa, mentre rimangono  invariati i termini di pagamento  altri immobili.

Per i pagamenti  riguardanti la prima casa, l’importo va ripartito in tre rate uguali con scadenze  16 giugno,  16 settembre e  16 dicembre.

Per il calcolo come già specificato nel precedente articolo vi riporto:

Primo versamento entro il 16 giugno,

 calcolato sull’aliquota base del 4 per mille, nel caso di prima casa comprensivi di box di pertinenza, della rendita catastale rivalutata del 5 % e moltiplicata per 160. Dalla somma totale bisogna detrarre 200 euro e 50 euro per figlio convivente ( di età non superiore ai 26 anni) e dividere per tre.

Per le seconde case comprensivi di box non di pertinenza invece il  7,6 per mille della rendita catastale rivalutata del 5 % e moltiplicata per 160 e dividere per due.

Per i locali adibiti a negozi il  7,6 per mille della rendita catastale rivalutata del 5 % e moltiplicata per 55 e dividere per due.

Per i locali adibiti a uffici e studi professionali il  7,6 per mille della rendita catastale rivalutata del 5 % e moltiplicata per 80 e dividere per due.

Entro i primi di agosto l’esecutivo potrà avere il resoconto dell’effettive entrate dell’anticipo versamento e ritagliare le aliquote sulla base del gettito prefissato di 21 miliardi di euro. Il decreto Salva Italia da la possibilità ai comuni di portare delle modifiche alle aliquote sia in ribasso che in rialzo fino ad un massimo di 0,2  punti percentuali per le prime case e 0,3 punti percentuali per altri immobili e seconde case (possiamo quindi immaginare quali delle due opzioni apporteranno)

Una novità molto importante riguarda il metodo di pagamento,    si potrà  pagare sia con modello F24 sia con bollettino postale, quest’ultimo però solo da dicembre 2012.

I nuovi modelli F24 si troveranno da maggio e la compilazione non è così scontata, 

Nello spazio “codice ente/codice comune” il codice catastale del Comune nel cui territorio sono situati gli immobili, costituito da quattro caratteri.     (esempio Roma H501)

Nello spazio “Acc.” barrare se il pagamento si riferisce all’acconto.

Nello spazio “Saldo” barrare se il pagamento si riferisce al saldo.

Se il pagamento è effettuato in unica soluzione per acconto e saldo, barrare entrambe le caselle.

Nello spazio “Numero immobili” indicare il numero degli immobili (massimo 3 cifre).

Nello spazio “codice tributo”  o  3912  o  3918  o  3919  a seconda dei casi (vedi sotto )

Nello spazio “Anno di riferimento” deve essere indicato l’anno d’imposta cui si riferisce il pagamento. Nel caso in cui sia barrato lo spazio “Ravv.”. Indicare l’anno in cui l’imposta avrebbe dovuto essere versata.

Nello spazio “Importi a debito versati” indicare l’importo a debito dovuto. Nel caso di diritto alla detrazione, indicare l’imposta al netto della stessa, da esporre nell’apposita casella in basso a sinistra.

 

Il contribuente nel nuovo modello F24 deve indicare separatamente la quota destinata allo stato da quella destinata al comune questo già nel pagamento in acconto, questo lo si fa specificando “codici tributi” diversi.

 Quindi :a)  Abitazione principale e pertinenze il totale del tributo dovrà essere versato con il codice 3912

               b)  Altri fabbricati il totale del tributo dovrà essere versato  per il 50% con codice 3918 ( comune) e per il restante 50% con codice 3919 (stato) Quindi specificato in due righe.

 

            secondo acconto 16 settembre (solo per prima casa)

Calcolato sull’aliquota base del 4 per mille, nel caso di prima casa comprensivi di box di pertinenza, della rendita catastale rivalutata del 5 % e moltiplicata per 160. Dalla somma totale bisogna detrarre 200 euro e 50 euro per figlio convivente ( di età non superiore ai 26 anni) e dividere per tre.

 

Saldo entro il 16 dicembre

Per il saldo ci sono molte perplessità in quanto ancora non si sanno le aliquote da attuare, nel caso in cui il governo lascia invariata l’aliquota, rimane solo da informarsi sull’ammontare dell’aliquota  inserita dai comune dove è situato l’immobile tenendo presente quanto già specificato nel paragrafo precedente.

Ovviamente stabilita l’aliquota finale rimane solo da ripetere il conteggio come sopra, si sottrae al totale il pagato in acconto a giugno  ed il rimanente equivale  all’importo da pagare a saldo.

Fonte:  Redazione   
Tags in cui l'articolo è presente :    Governo    Imu         
    
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