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Nuovo Articolo Coppa del Mondo 2022, le polemiche riguardano non solo l'assegnazione
Categorie in cui questo articolo è presente :   Sport            

30 Maggio 2015

In questi ultimi giorni la questione della sede della Coppa del Mondo di calcio 2022 (Qatar) è ritornata agli onori della cronaca, in occasione dell'elezione del Presidente della Fifa (Blatter è stato riconfermato per il quinto mandato) e lo scandalo dell'arresto di sette dirigenti da parte dell'Fbi per corruzione. Le  accuse di compravendita erano già ricorse più volte, è non si sa ancora quali saranno gli sviluppi futuri: l'assegnazione della prossima Coppa del Mondo alla Russia non è messa in discussione da parte dei vertici Fifa e forse non lo sarà neppure quella per il 2022 in Qatar. Tra l'altro le infrastrutture necessarie sono già in costruzione. Ma a quale prezzo?

Gli operai ed i lavoratori impiegati sono ben 258mila, tutti immigrati (per la maggior parte dal Nepal e da Stati asiatici) e, come hanno rivelato diverse inchieste da parte di organizzazioni non governative e di alcuni importanti quotidiani (tra cui The Guardian), tutti vivono e lavorano in condizioni disumane. Le violazioni dei diritti umani sono innumerevoli: sicurezza sul lavoro carente, ritiro dei passaporti, orari massacranti, totale assenza dei più elementari diritti, abusi e l'adozione della Kafala (antico sistema di servitù che lega indissolubilmente gli operai al datore di lavoro).

Per arginare le polemiche e le richieste internazionali, il governo del Qatar ha deciso la realizzazione di sette nuovi centri abitativi destinati ad accogliere i lavoratori immigrati. La più grande, chiamata Labour City (letteralmente “città del lavoro”) potrà ospitare 70mila persone e sarà dotata di una moschea (la seconda dell'intero Qatar per dimensioni) ed uno stadio da cricket con 24mila posti (a causa dell'importanza che questo sport ha nei paesi di provenienza degli operai). Sarà composta inoltre da 55 edifici, tra cui una clinica ed un centro commerciale. Il costo totale della sola Labour City sarà di 740 milioni di euro, ma non si sa ancora quali saranno i finanziamenti necessari per l'intero progetto. Tuttavia, se le “città del lavoro” sono sette, calcolando 700 milioni per ognuna (anche se le altre sei dovrebbero essere più piccole di Labour City) il risultato è 4900.

le “città del lavoro” saranno completate entro la fine del 2016, ed accoglieranno un quarto dei lavoratori immigrati di tutto il Qatar. Inoltre, il Ministro del Lavoro ha assicurato di aver già raddoppiato i controlli. Tuttavia, la creazione di città popolate esclusivamente da lavoratori immigrati (di cui non si sa ancora quali saranno le condizioni lavorative e legali) non ha un suono molto rassicurante.

Fonte:  Serena Marchini   
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