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Nuovo Articolo Cosa si può ottenere dallo studio dei geni?
Categorie in cui questo articolo è presente :   Scienza            

14 Giugno 2015

Si parla molto di geni, di organismi geneticamente modificati e di come lo studio del DNA consente di capire come si sviluppano certe malattie e come prevenirle o curarle. Ecco quindi dal mondo della scienza e della tecnologia tre notizie su questi aspetti della ricerca che, a seconda del punto di vista, possono risultare estremamente interessanti ed utili, oppure una prova di quanto profonda possa essere la volontà di “migliorare” gli organismi (di piante ed animali, ma anche quello umano).

Partiamo da quella più scientificamente neutra: due biologi del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle, Roger Brent ed Alexander Menderhall, sono riusciti a scoprire un modo per osservare in diretta l'attività dei geni, tramite l'utilizzo di una proteina fosforescente. Questa nuova tecnica ha una straordinaria importanza per poter comprendere meglio le fasi di origine e sviluppo del cancro. Infatti, confrontando cellula per cellula, l'attività in tempo reale dei geni, appartenenti sia ad individui sani che a malati di cancro, si può studiare dettagliatamente lo sviluppo ed il decorso della malattia, in modo da poterne scoprire le cause.

Passando agli OGM, invece, alcuni ricercatori di biotecnologia della Monash University di Melbourne e del Centro Nazionale di Biotecnologia di Madrid hanno scoperto che, quando le piante Arabidopsis Thaliana sviluppano una variante difettosa del gene Icarus 1, adottano un comportamento particolare in situazioni con alte temperature. Per la precisione, quando si superano i 18 gradi, smettono di produrre nuove foglie. Considerando il sempre più diffuso riscaldamento globale, secondo i ricercatori si potrà usare il gene Icarus 1 modificato per sviluppare piante più resistenti al caldo.

Riguarda invece uno sviluppo più controllato dell'organismo umano e delle sue cellule la scoperta fatta dai ricercatori dell'Università di Chicago. Infatti, dopo aver confrontato il DNA dei mammuth con quello degli attuali elefanti indiani (i loro discendenti più diretti) gli scienziati hanno scoperto che, tra i 1600 geni diversi, ne esiste uno che rende le cellule più resistenti al freddo. Il gene, ribattezzato Trpv 3, funziona anche se inserito artificialmente nelle cellule umane in provetta. Lo studio è ancora alle primissime fasi, tuttavia forse non è molto lontano il giorno in cui di “mutanti” non si parlerà soltanto nei fumetti.  

Fonte:  Serena Marchini   
Tags in cui l'articolo è presente :    scienza    Geni         
    
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