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Nuovo Articolo Crisi immobiliare

16 Febbraio 2015

La crisi immobiliare è l'esempio più eclatante della crisi economica in Italia in generale e il dato che rivela lo stato del settore della compravendita del mattone. Assolutamente negativo per un periodo di sette anni.

Basta guardare i dati. Iniziata nel 2008 (anche se nelle regioni del Nord e del Centro Italia, la flessione delle compravendite era iniziata già l'anno prima, nel 2007), subito in questo primo anno il calo è stato del 15%. La causa di questa contrazione del mercato è data dalle peggiorate condizioni economiche: con una capacità di spesa più ridotta, l'acquisto di una casa rimane al di fuori delle possibilità economiche di una fascia molto più ampia di persone. I prezzi degli immobili, quindi, scendono e il mercato si satura. Crollano i prezzi soprattutto nei medi e piccoli centri, mentre la flessione non è stata così catastrofica nelle grandi città.

Solo nel 2013 le richieste dei venditori cominciano ad andare incontro alla minor capacità di spesa dei potenziali clienti: il mercato è cambiato e, senza adattarvisi, il rischio è di aumentare enormemente il tempo di permanenza di un immobile sul mercato. È da qui che il mercato inizia a mostrare un timido segnale di ripresa.

Un dato che evidenza la profondità della crisi (sia immobiliare che per le famiglie) sono i numeri choc sulle esecuzioni immobiliari della cancelleria fallimentare nel 2014, indici abbastanza evidenti riguardo lo stato di crisi attraversato da famiglie ed aziende. Prendiamo il caso della provincia di Lucca, tanto per fare un esempio. In dodici mesi le esecuzioni immobiliari fallimentari sono state circa 470, un ulteriore aumento rispetto al 2013.

Per la maggior parte si tratta di pignoramenti riguardanti proprietà immobiliari, terreni e abitazioni, ma anche palazzi ospitanti pensioni e alberghi, soprattutto in Versilia. In alcuni casi si tratta di immobili intestati a società che hanno dichiarato fallimento, ma, per circa l’80% dei casi a Lucca e in Versilia, si tratta di abitazioni familiari per cui non si sono riuscite a rispettare i mutui e le loro scadenze. Più di 400.

Infatti, se per circa un anno le rate del mutuo non sono state pagate, le banche si riprendono gli immobili ipotecati, poi venduti alle aste giudiziarie. Vendute almeno in teoria, visto che le aste vanno spesso deserte, nonostante i prezzi in ribasso. Gli immobili provenienti da fallimenti possono anche essere messi in vendita senza successo per sei o sette volte: i compratori preferiscono aspettare che il prezzo cali ancora ulteriormente. In più, si richiede il pagamento in contanti entro 90 giorni, e quindi occorre disporre di una notevole liquidità per acquistare. Liquidità che pochi possiedono, nonostante le banche finanzino fino al 50%. Non va neppure trascurata la forte tassazione sulle case che fa frenare ancora di più il mercato. Col risultato che a Lucca ci sono circa mille immobili invenduti, tra case e capannoni industriali.

Volendo cercare aspetti positivi possiamo però dire che benché nel 2014 la compravendita sia stata ancora in ribasso (soprattutto per quanto riguarda gli immobili uso investimento e seconda casa, in gran parte a causa della forte tassazione su questi tipi di immobili), nell'ultima parte dell'anno è iniziata la ripresa per quanto riguarda il mercato della prima casa, soprattutto nelle grandi città. Dati che dovrebbero valere anche per il 2015, con prezzi molto bassi, mutui e contrattazioni in crescita. Per quest'anno la speranza è un'inversione di tendenza.

Fonte:  Serena Marchini   
    
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