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Nuovo Articolo Crolla il prezzo del greggio e il settore shale gas entra in crisi
Categorie in cui questo articolo è presente :   Economia e Politica            

24 Ottobre 2015

Crolla il prezzo del greggio e il settore shale gas entra in crisi

Il crollo del prezzo dei barili di greggio (dall'estate 2014 si è dimezzato) ha avuto come conseguenza la crisi del settore dello shale gas. Nel semestre gennaio-agosto 2015, il basso costo del petrolio ha avuto conseguenze negative pesantissime per gli operatori del settore idrocarburi e per i produttori di shale gas (gas estratto dalle rocce di scisto tramite la tecnica shale). Si tratta di un semestre spaventoso, a cui si deve aggiungere il deficit di 37,7 miliardi di dollari del 2014. Dal 1° gennaio fino al 21 agosto 2015 Standard & Poor's ha registrato ben 70 default societari: 10 in più rispetto al 2014 e quindi nella buona strada per superare il record del 2013 (quando i fallimenti furono 81). Inoltre, un terzo dei 70 default riguarda società attive nel settore dell'estrazione di gas e di petrolio e 40 dei default registrati nei primi otto mesi del 2015 riguardano aziende statunitensi: in agosto le ultime del settore idrocarburi sono Sand Ridge Energy (declassata dall'agenzia di rating statunitense a Sd – Selected default) e Samson Resources (declassata a D – Default).

La diminuzione del prezzo del greggio è dovuta al rallentamento delle economie dei paesi emergenti ed alla produzione eccessiva del cartello dei paesi Opec, ma è vista anche come una politica mirata dei produttori dell'Arabia Saudita, per mettere in difficoltà le società di gas sharing statunitensi. Infatti, l'impiego di questo sistema aveva dato agli Usa l'indipendenza energetica e poteva trasformarli in un esportatore concorrente. Adesso, con un debito netto del settore dello shale gas di 169 miliardi di dollari, la produzione di idrocarburi negli Stati Uniti ha visto una densa flessione in negativo. Anche la Russia se la passa male: il bilancio statale si basa per metà sulle entrate da idrocarburi ed il paese è entrato in recessione per la prima volta dal 2009. Tuttavia, poiché le grandi aziende energetiche russe beneficiano di aliquote fiscali flessibili (calano quando scende il prezzo del greggio), stanno mostrando maggiore competitività rispetto a quelle rivali statunitensi. E il fatto di avere i costi di produzione più bassi del mondo non è un fattore da dimenticare.

Fonte:  Serena Marchini   
Tags in cui l'articolo è presente :    Crisi economica    Energia         
    
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