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Nuovo Articolo Discariche illegali, miniere abusive: così il lago Titicaca sta morendo
Categorie in cui questo articolo è presente :   Ambiente            

4 Agosto 2015

Il Lago Titicaca sorge sulla cordigliera delle Ande ed è il più grande del Sudamerica con un'estensione di 8372 chilometri quadrati. Appartiene per metà alla Bolivia e per metà al Perù, è il lago navigabile alla maggior altitudine del mondo (3812 metri). Sulle sue sponde è nata la civiltà inca ed è sempre stato considerato un luogo sacro. Ancora di più in quella che ora è la Bolivia era considerato pari ad una divinità, con il luogo di culto Copacabana e la venerata Isla del Sol. Un dio che però rischia di morire per avvelenamento.

Sulle rive del Lago Titicaca, infatti, sorgono decine di discariche illegali, mentre nelle sue acque vengono sversate tonnellate di rifiuti pesanti (scorie e scarti industriali abbandonati illegalmente da industrie senza controlli) e gli scarichi fognari di città cresciute senza la minima pianificazione. Tutto ciò sta trasformando il lago in una zona biologicamente morta. Il governo boliviano ha recentemente incaricato il biologo Arturo Munoz Sararra di organizzare una task force per salvare il lago e le prime informazioni raccolte sono pessime. Nell'area finora analizzata (i primi mille chilometri quadrati, estesi da Copacabana in Bolivia e la Riserva naturale peruviana del Titicaca) non è stata trovata alcuna forma di vita. Né uccelli né pesci (ritrovati tutti morti) né alghe. E l'allarme è particolarmente grave per una specie di rana gigante, la Telmatobius celeus: rarissima, arriva a pesare fino a due chili e vive solo nel Lago Titicaca. Finora ne sono stati ritrovati 206 esemplari morti, ma nessuno vivo.

Il compito principale della task force è analizzare e denunciare le fonti di inquinamento del Titicaca. Le maggiori sono la città boliviana di El Alto (un milione di abitanti, scarichi fognari), la baita boliviana di Cohana e l'area peruviana di Puno (scarichi industriali). Una voce a parte è l'industria estrattiva, spesso illegale. Finora la task force ha scoperto 35 miniere illegali (mai censite) che da anni sversano arsenico, fosforo, manganese, bario, ferro, mercurio, piombo e zinco.

A dire il vero, già nel 2006 Perù e Bolivia avevano sottoscritto un accordo per ripulire il lago, che però era rimasto lettera morta. Flora e fauna stanno morendo sia per i veleni che per anossia (mancanza di ossigeno), tanto che il Global Nature Fund (agenzia ambientalista che collabora con l'ONU) ha dichiarato che il Titicaca è il lago maggiormente a rischio del mondo. Qualcosa, tuttavia, sembra si stia muovendo: il ministro per l'ambiente boliviano Alexandra Lòpez ha dichiarato che i primi programmi di recupero sono già stati approvati dal governo. Intanto, dopo la metà di luglio, i governi di Perù e Bolivia discuteranno delle misure comuni da prendere. E il governo peruviano ha stanziato 460 milioni di dollari per costruire otto maxi depuratori nell'area che estende tra Puno e il Titicaca.

Fonte:  Serena Marchini   
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