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Nuovo Articolo Dopo trent'anni il Tigrè ritorna verde
Categorie in cui questo articolo è presente :   Estero            

13 Febbraio 2016

Iniziata con la siccità senza precedenti dell'estate 1984, la carestia che colpì l'Etiopia nell'autunno 1985 fu una catastrofe umanitaria i cui effetti perdurano ancora oggi.  Solo nella regione del Tigrè, nel nord del Paese, vi furono un milione di morti. Iniziative internazionali, raccolte di fondi, aiuti degli enti no profit e istituzionali racimolarono milioni di dollari per combattere questa tragedia e aiutare le popolazioni locali: spesi male, i risultati furono pochi e insufficienti. Tuttavia ora, trent'anni dopo, il Tigrè è tornato a rifiorire: da deserto è ora il bacino agricolo più esteso dell'Africa. Rifornisce di mais, grano, frutta e orzo tutta l'Etiopia e gli Stati confinanti, mentre il caffè è esportato in tutto il mondo. Ma come e' stato possibile? La risposta è semplicissima: grazie ai terrazzamenti ed è una risposta che va a indagare il cuore effettivo del problema. Cioè perché si è verificata la siccità e perchè il Tigrè si è trasformato in un deserto.

Questa regione, infatti, era una delle più verdi dell'Etiopia: coperta di foreste, è stata interessata da un disboscamento selvaggio durante le guerre civili, anche se la distruzione delle foreste era già avanzata negli anni Trenta. Senza alberi a trattenere l'acqua, dopo le piogge bastarono solo poche settimane perché il terreno tornasse inaridito. Da qui l'idea del piano dei terrazzamenti: partito nel 1991 adesso interessa l'80% del territorio del Tigrè per un totale di 30.000 chilometri quadrati di terrazze coltivate, che arrivano fino ai 2500 metri di altezza. È il sistema di coltivazione a terrazza più grande del mondo, creato da due generazioni di piccoli coltivatori grazie agli aiuti statali e internazionali. Le terrazze sono in pratica terrapieni la cui lunghezza varia da alcune decine a diverse centinaia di metri, con un'altezza media di 10 metri. La loro funzione è di ridurre la velocità dell'azione della pioggia sul terreno, riducendone la forza erosiva e quindi la perdita dell'humus, dei depositi d'acqua in superficie e delle riserve idriche nel sottosuolo. Se prima si dovevano scavare 20 metri per trovare un po' d'acqua, ora ne bastano 5 e la resa di un campo di frumento delle dimensioni di uno stadio di calcio è aumentata del 50%.

Fonte:  Serena Marchini   
Tags in cui l'articolo è presente :    Ambiente    Estero         
    
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