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Nuovo Articolo Efficienza energetica: le misure dell'Italia
Categorie in cui questo articolo è presente :   Edilizia            

21 Febbraio 2016

L'Unione Europea chiede all'Italia parametri più alti per l'efficienza energetica degli immobili, in modo che entro il 2020 tutti i fabbricati siano a energia quasi zero. Di conseguenza, entro il 2050, verrebbero abbattuti i consumi dell'80% rispetto al 1990. Per spingere i cittadini italiani a riqualificare dal punto di vista energetico la propria casa varranno, più della stima di Nomisma (secondo cui il valore degli immobili riqualificati aumenterà del 15%), gli ecobonus promessi dal governo. Il decreto energia in vigore dagli inizi di ottobre si pone infatti l'obiettivo di incentivare l'efficienza energetica ed è un passo fondamentale perché l'Italia possa anche solo pensare di raggiungere gli obiettivi fissati dall'UE. Anche se non è detto che vi riesca. Secondo Nomisma, infatti, per rispettare le scadenze sarebbe necessario riqualificare 1500 immobili al giorno, dato che il 60% degli immobili residenziali in Italia sono stati costruiti prima degli anni Sessanta, spesso con modalità tali da comportare un grande spreco di energia. Il centro di studi economici attesta a 13,6 milioni gli edifici su cui si deve intervenire per la riqualificazione energetica. In tempi di crisi economica, però, il passo non è certo semplice.

Una prima misura adottata dallo Stato italiano è stata quella di rendere obbligatoria nei casi di compravendita il nuovo Ape, cioè un attestato di prestazione energetica che classifica l'abitazione in una delle dieci categorie previste (si va dalla minima G alla migliore AG). In assenza dell'Ape tutti gli accordi e gli atti di compravendita sono nulli con l'aggravante di sanzioni che arrivano fino a 18mila euro. In ogni caso, la spesa per la certificazione non è eccessiva: con la consulenza di un ingegnere la spesa si attesta in media sui 250 euro circa.

Il problema avviene con il passo successivo, ovvero con gli interventi veri e propri di riqualificazione energetica: anche se consentono di abbattere gli importi delle bollette, prevedono grandi spese nell'immediato. Tanto per fare un esempio, solo per isolare termicamente la facciata di un edificio o una parete si spendono tra i 45 e i 65 euro al metro quadro. Dato che per i privati non esiste ancora l'obbligo di migliorare la prestazione energetica dell'abitazione, quasi tutti preferiscono rimandare o accantonare il problema. Per incentivare questi interventi, tuttavia, il governo ha deciso di prorogare anche per il 2016 gli ecobonus, cioè le detrazioni fiscali del 65% delle spese fatte per migliorare le prestazioni energetiche dell'abitazione (in precedenza, doveva essere solo del 34%). Un'altra misura è stata il credito d'imposta per le semplici ristrutturazioni. Finora gli investimenti sono stati 28,5 milioni di euro, ma l'intero settore vale miliardi.

Fonte:  Serena Marchini   
Tags in cui l'articolo è presente :    Energia            
    
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