Home CASAndo News

Pubblica News

Ricerca Annuncio

Pubblica Annuncio

icona degli articoli pubblicati Dettaglio Articolo  

Nuovo Articolo Export toscano, crescono i distretti tradizionali
Categorie in cui questo articolo è presente :   Economia e Politica            

30 Agosto 2015

 L'export del primo trimestre 2015 dei distretti tradizionali toscani (pelletteria, ceramiche, vini, cartiere) è in continua crescita, con dati estremamente positivi rispetto agli ultimi anni ed allo stesso 2014. La crescita media è stata del 2,1% per un totale di oltre 3 miliardi di euro. Il calo a due cifre dell'oreficeria aretina, spiegano gli analisti, riguarda solo il riequilibrio dell'export verso gli Emirati Arabi e non un tracollo del settore: infatti, l'esportazione dei gioielli verso la penisola araba negli ultimi due anni era stato interessato da un boom esagerato e, alla lunga, insostenibile. Tolto il calo di questo distretto, la crescita reale dell'export toscano risulta del 5%, distaccando di due punti percentuali gli altri distretti italiani (crescita a + 3%) ed anche l'export tedesco (crescita a + 3,4%).

Numeri da record soprattutto per la crescita dell'export dei vini del Chianti (+ 26%, soprattutto verso gli Stati Uniti), di calzature e pelletteria di Arezzo (+ 34,8%) e delle cartiere di Capannori (+ 22%). Trend eccellente anche per i mobili del distretto di Poggibonsi, le ceramiche di Sesto e per i farmaci in generale. Crescita più lenta anche per le pelletterie e le calzature del distretto fiorentino, che tuttavia rimane l'area con l'export più solido (rispetto al primo trimestre del 2014 il fatturato è cresciuto di 34 milioni di euro).

Aumentano le esportazioni anche per i prodotti del settore calzaturiero di Lucca e per il marmo di Carrara. Al contrario, hanno subito una flessione le esportazioni del settore dell'abbigliamento di Empoli (- 0,6%), quello tessile di Prato (- 0,7%) e dell'olio nel distretto di Firenze (- 5%). Al contrario, cresce l'export dell'olio lucchese (+ 9). Infine, vi è stata una flessione decisa nel settore conciario di santa Croce sull'Arno, il cui export è calato dell'8,4%.

I numeri sottolineano la fragilità della ripresa dell'economia toscana (indagine dell'Ires-Cgil Toscana per il primo trimestre del 2015): la disoccupazione è passata solo dal 10,1% al 10%. In pratica, resta uguale. Le assunzioni sono per lo più stabilizzazioni di vecchi posti di lavoro; per sbloccare il mercato del lavoro e le imprese servono investimenti.

La situazione migliore si riscontra nella Toscana centrale, dove Firenze è stata una delle prime grandi città italiane ad aver imboccato la strada della ripresa. La disoccupazione si attesta al 7,7% (contro una media nazionale del 13%) e vi sono stati investimenti anche di alcune imprese internazionali.

Fonte:  Serena Marchini   
Tags in cui l'articolo è presente :    attualità            
    
          Share on Tumblr




Iscriviti alle nostre News

Nome: *
Mail: *
Informativa Privacy

icona degli articoli pubblicati Categorie

icona dei Tegs degli articoli pubblicati Tags