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Nuovo Articolo Fame dimezzata nel mondo rispetto al 1990
Categorie in cui questo articolo è presente :   Salute            

30 Luglio 2015

L'ONU ha raggiunto uno dei suoi principali obiettivi di sviluppo auspicati per l'anno 2015: dimezzare la fame nel mondo rispetto ai livelli del 1990. La Fao, infatti, ha annunciato che il numero di persone al giorno d'oggi senza cibo a sufficienza sono meno di 800 milioni: di conseguenza si è passati ad una percentuale del 13,3% da quella del 23,3% del 1990 (fonte, rapporto “Lo stato dell'insicurezza alimentare nel mondo 2015”). Anzi, secondo il direttore generale dell'organizzazione Josè Graziano da Silva, mantenendo questo trend si potrebbe arrivare in questa generazione ad un livello Fame Zero, la prima nell'intera storia dell'umanità, con meno del 5% di affamati nel mondo. Anche se il dimezzamento è stato soltanto percentuale, non si può non essere soddisfatti per il fatto che, nonostante l'enorme crescita demografica, la fame nel mondo è diminuita a tassi considerevoli. Inoltre, negli ultimi 10 anni, il trend di flessione nel numero di affamati ha accelerato: dal 2005, infatti, è calato di oltre 130 milioni. Quindi, anche se in numeri si è passato da un miliardo di affamati del 1990 ai 795 milioni del 2014 (considerando che la popolazione mondiale nel frattempo è aumentata di due miliardi), la diminuzione in numeri assoluti è stata ugualmente notevole. Circa un quinto.

Ma come si calcola la fame? I calcoli della Fao si basano sui dati forniti dagli Stati per il consumo interno di cibo e come questo è distribuito tra le famiglie. I risultati vengono poi confrontati con le rilevazioni delle Ong per l'assistenza alimentare. Secondo la Fao il miglioramento della situazione deriva dalla crescita economica e dalla ritrovata stabilità politica di molti paesi in via di sviluppo. A  questi due fattori principali si devono aggiungere i programmi a favore dei piccoli agricoltori (fonte di sostentamento per gran parte dell'umanità), l'educazione femminile (permettendo alle donne di rivestire un ruolo importante nell'economia), la diffusione del microcredito, dei cellulari e di internet (tramite cui molti agricoltori hanno avuto acceso diretto al mercato). Basta pensare al Ghana (dove nel 1990 metà della popolazione soffriva la fame ed ora, grazie ai programmi di assistenza agli agricoltori, la percentuale è quasi zero), all'Etiopia (passata dal 75% al 35% di abitanti malnutriti), al Brasile.

Comunque, la Fao ritiene preoccupanti le notizie riguardanti Siria, Libia, Yemen e Iraq (dove la fame è triplicata rispetto al 1999: in tutto il Nord Africa e il Medio Oriente gli obiettivi sono stati raggiunti, ma guerre ed instabilità politica possono cambiare tutto. Ed altri fattori negativi possono venire dai cambiamenti climatici, la continua crescita demografica e la perdita di suolo coltivabile e/o fertile.

Fonte:  Serena Marchini   
Tags in cui l'articolo è presente :    ONU            
    
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