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Nuovo Articolo Furtei, la miniera chiude ma restano i veleni
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28 Settembre 2015

Sono finalmente arrivati; dopo anni di polemiche, rinvii e nulla di fatto, i finanziamenti per bonificare l'area della ex miniera d'oro di Furtei. 44 milioni di euro erogati dalla regione Sardegna all'Igea (sua società in house), che ha il compito di disinnescare questa vera e propria bomba ecologica. La miniera, a pochi chilometri da Cagliari, vicino al lago di Furtei, è stata chiusa nel 2009 e dismessa: finito l'oro è restato però il cianuro di sodio, utilizzato per separare il metallo aurifero dalla roccia. Oltre a questa sostanza, sono molti altri i veleni ed i metalli pesanti che impregnano tutto il territorio, minacciando anche l'integrità del lago di Furtei.

Il ripristino ambientale avrebbe dovuto essere di competenza della società proprietaria della miniera (la Sardinia Gold Mining) e subito dopo la chiusura. Invece i dirigenti hanno abbandonato l'area a se stessa. La Sardinia Gold Mining è passata dal controllo degli australiani a quello della canadese Buffalo Gold. Negli anni Novanta, infatti, l'estrazione dell'oro in Sardegna era un affare: iniziata l'estrazione nel 1997, la miniera contava 100 dipendenti. Solo dal 2002 la gestione della miniera non è più risultata conveniente a causa della crisi mondiale dell'oro. Tuttavia, il metodo di estrazione era tanto all’avanguardia quanto costosissimo: per ottenere l’oro si doveva frantumare le colline con solventi chimici: non si trattava di filoni, ma di polvere d'oro da scindere. In dieci anni sono state estratte quattro tonnellate e mezzo d’oro, 6 mila d’argento e 15 mila di rame (per 80 milioni di euro). Nel 2009, quando i costi dell'estrazione sono diventati proibitivi, la miniera è stata chiusa.

Avrebbe dovuto seguire la bonifica, ma i dirigenti della Sardinia Gold Mining sono spariti (tra l'altro il presidente della società dal 2001 al 2003 è stato l'ex presidente di regione Ugo Cappellacci- Centrodestra). Gli ettari inquinati tra Furtei, Segariu e Guasila sono 300: a rischio contaminazione è l’intero sistema delle acque. Tra l'altro sono di routine le ordinanze con cui i sindaci obbligano gli agricoltori a non utilizzare le aree circostanti. L'attuale Presidente regionale Pigliaru ha dichiarato di essere pronto a ricorrere alle vie legali. Intanto gli interventi di bonifica saranno pagati dalla regione: dureranno dai 24 ai 48 mesi (da 2 a 4 anni) e vedranno impiegati gli ex dipendenti della società mineraria.

Fonte:  Serena Marchini   
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