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Nuovo Articolo Giustizia civile, un emendamento per velocizzarla
Categorie in cui questo articolo è presente :   Economia e Politica            

4 Marzo 2016

La giustizia civile italiana è un sistema lento e pesante: più di una volta in passato si è cercato di accorciare i tempi dei processi e di snellire le procedure, ma i risultati non sono mai stati all'altezza delle aspettative. L'ultima proposta, ideata dalla deputata PD Donatella Ferranti, presidentessa della Commissione Giustizia della Camera, è un emendamento alla legge del 2011, mai applicata, che prevede incentivi in denaro ai tribunali più efficienti. La mancata applicazione è dovuta a polemiche, problemi burocratici e al fatto che, così come, la legge sarebbe di dubbia efficacia: infatti non distingue tra l'importanza delle cause e lega i premi alla semplice velocità del tribunale, senza tener conto dell'ordine cronologico dei procedimenti. Sarebbe possibile, perciò, andare avanti con le cause più semplici e lasciare indietro quelle più complesse. Con l'emendamento che si vuole presentare gli incentivi saranno vincolati all'anzianità delle cause e a un piano di smaltimento delle pratiche pluriennale. In pratica si otterranno gli incentivi in proporzione all'anzianità delle cause discusse. È ancora in discussione l'idea di introdurre uno staff di supporto al giudice che lo aiuti nello studio della giurisprudenza e nell'esaminare le cause.

C'è da considerare che la lentezza della burocrazia e del sistema giuridico civile (nel 2014 erano aperte 3 milioni e 500mila cause) non provoca danni al singolo cittadino ma anche allo Stato italiano e all'Erario. Secondo la Banca d'Italia queste inefficienze hanno un costo di 16 miliardi, pari all'1% del PIL. In più, con introduzione nel 2002 della legge Pinto si ha il diritto di chiedere una riparazione per i danni subiti per un processo irragionevolmente lungo. Finchè i fondi ci sono stati, lo Stato ha risarcito i cittadini per 313 milioni di euro; quando i soldi per gli indennizzi sono finiti, si è creato un debito non pagato che alla fine del 2014 ammontava a 480 milioni di euro. Considerando che il buco cresce di 8 milioni di euro al mese si può avere un'idea di quanto sia cresciuto più di 12 mesi dopo. Intanto il Ministero della Giustizia ha deciso di tagliare entro la primavera le cosiddette "cause a rischio Pinto": purtroppo sono 120mila, di cui 44 mila iscritte a ruolo negli anni prima del 2000.

Fonte:  Serena Marchini   
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