Home CASAndo News

Pubblica News

Ricerca Annuncio

Pubblica Annuncio

icona degli articoli pubblicati Dettaglio Articolo  

Nuovo Articolo Grecia, che cosa chiedono veramente i cittadini
Categorie in cui questo articolo è presente :   Estero            

16 Dicembre 2015

Secondo alcuni Alexis Tsipras ricorda il fondatore del Pasok, Andreas Papandreou. Cambia il contesto: prima scorrevano fiumi di denaro e Papandreou gestiva da padrone un partito unito; adesso la recessione economica è spaventosa e Tsipras deve gestire un partito formato da opinioni e forze diverse, i cui leader sono spesso l'uno contro l'altro. E il futuro non sembra prospettare nulla di buono. Il memorandum firmato a luglio in molte parti non è applicabile, persino chi l'ha imposto lo sa. E allora? Per alcuni si tratta di una punizione per il referendum, in cui ha vinto il NO. In Grecia ci si sente costretti ad un protettorato, dove, con il controllo di Bruxelles attraverso rappresentanti della Troika all'interno dei ministeri, non resta neppure la minima possibilità di legiferare.

I numeri record dell'astensionismo derivano anche da questo, dalla sensazione diffusa che votare sia inutile: si possono fare le elezioni ma la politica è decisa altrove. Non soltanto per quanto riguarda le questioni estere (come avveniva nei protettorati), ma anche per le questioni interne, sia grandi come le pensioni che locali o di minima rilevanza (come la produzione di formaggi e acquavite artigianali da taverne che devono seguire gli standard europei). Sono proprio queste ultime ad avere un impatto notevole sulle persone, che vedono l'ingerenza di Bruxelles come un attentato alle tradizioni, a certi caratteri greci che per sopravvivere devono entrare in clandestinità. C'è la percezione che non ci sia spazio per il dissenso, che l'Europa non cambierà qualunque sia il risultato del voto o le decisioni del governo greco. Ed allora è facile che il dissenso diventi violenza sia a destra che a sinistra, sia da parte di Alba Dorata che dei movimenti anarchici e studenteschi.

Del resto in Grecia sono tutt'altre le riforme che la gente si aspetta: prima fra tutte quelle della giustizia e dell'amministrazione, settori di cui l'Europa sembra disinteressarsi. Al confronto, la burocrazia e la lunghezza dei processi in Italia appaiono quasi ragionevoli. Tra l'altro, i tribunali greci chiudono per ben tre mesi per le ferie estive (da metà giugno a metà settembre) salvo le urgenze. Inoltre, visto che avvocati e magistrati collaborano al processo elettorale, anche in tempo di elezioni l'attività giudiziaria viene sospesa, e le cause da dibattere protratte per anni.     

Fonte:  Serena Marchini   
Tags in cui l'articolo è presente :    Estero    Grecia         
    
          Share on Tumblr




Iscriviti alle nostre News

Nome: *
Mail: *
Informativa Privacy

icona degli articoli pubblicati Categorie

icona dei Tegs degli articoli pubblicati Tags