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Nuovo Articolo Guardia Nazionale Amianto, da rete di volontari si passa a piattaforma nazionale
Categorie in cui questo articolo è presente :   Salute            

20 Gennaio 2016

I processi per le morti da amianto hanno tempi lunghissimi e le prescrizioni sono sempre in agguato, ma nel frattempo in Italia si verificano ogni anno 4000 decessi collegati a questa pericolosissima fibra. Inoltre, i tumori provocati dall'amianto sono in continuo aumento: si stima che il picco dei casi si registrerà nel 2020. Ma mentre l'amianto è stato messo al bando 23 anni fa, sono ancora centinaia di migliaia i siti dove è ancora presente. Questo materiale, infatti, è diffusissimo, tanto che CNR e Inail ne segnalano ancora 32 milioni di tonnellate da bonificare. Attenzione, si tratta di stime per difetto perché, se lo smaltimento dell'amianto nei siti già identificati è lentissimo, un altrettanto grave ritardo affligge il censimento e l'identificazione dei siti contaminati non ancora registrati. A loro volta centinaia di migliaia.

Per avere un'idea delle cifre di cui stiamo parlando, segnaliamo che Legambiente ha diffuso quattro mesi fa un dossier in merito in cui si dichiara che solo quattro regioni italiane hanno censito i siti dell'amianto sul proprio territorio. E si supera già quota 230 mila. Le altre regioni, invece, non hanno ancora realizzato una mappatura. Inoltre, mancano i siti che sono sfuggiti alle rilevazioni. Si tratta anche di tubature dell'acqua, piastrelle, tettoie, sottotetti, intonaci e molti altri elementi architettonici. A volte i cittadini ne vengono a conoscenza, ma non sanno come e a chi denunciare la presenza di amianto. Per questo motivo Guardia Nazionale Amianto è passata da rete di volontari per la raccolta di informazioni a livello locale a piattaforma su cui denunciare siti sospetti (onaguardianazionaleamianto.it). Si tratta del primo sito web in tal senso: le informazioni verranno prima verificate e poi trasmesse alle Asl locali, che a loro volta decideranno se bonificare o meno il sito (infatti, la bonifica è più rapida solo in caso di amianto friabile, il più pericoloso).

Il sito è attivo da un anno ed ha già raccolto oltre 2000 segnalazioni, soprattutto in Lombardia, Piemonte e Lazio, le regioni in cui l'incidenza del mesotelioma (il principale tumore da amianto) è più alta. Particolare attenzione è riservata alle scuole (ne sono state stimate 2400 a rischio), dato che il sistema immunitario dei bambini è più debole rispetto a quello di un adulto. Un'ultima cosa da sottolineare: l'amianto è stato dichiarato pericoloso soltanto un ventennio fa, ma già nel 1909 un regio decreto ne vietava la lavorazione a donne e minori. Erano i primissimi passi per la tutela della salute sui luoghi di lavoro e uno in particolare riguardava l'amianto. Qualcosa doveva pur dire.

Fonte:  Serena Marchini   
Tags in cui l'articolo è presente :    Salute    Ambiente         
    
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