Home CASAndo News

Pubblica News

Ricerca Annuncio

Pubblica Annuncio

icona degli articoli pubblicati Dettaglio Articolo  

Nuovo Articolo Guerra tra Curia e Regione Sicilia per i mosaici della Cappella Palatina
Categorie in cui questo articolo è presente :   Cronaca            

31 Ottobre 2015

La Cappella Palatina del Palazzo dei Normanni di Palermo è un capolavoro dell'arte medievale, con splendidi mosaici bizantini che ricoprono interamente la cupola, il transetto e l'abside. Ogni anno sono 310mila i visitatori giunti da tutto il mondo per ammirarla, di cui 40mila studenti. Da gennaio ad agosto 2015 sono stati ben 200mila i visitatori di questo gioiello dell'arte arabo-normanna, voluto dal re normanno Ruggiero II (la Cappella è stata consacrata nel 1143) e dichiarata recentemente patrimonio Unesco. Ora, tuttavia, i mosaici ed i decori dorati della Cappella Palatina sono oggetto di una vera e propria guerra tra la Regione Sicilia da una parte e la Curia e il Fondo edifici di culto (Fec) del Ministero degli Interni dall'altra. La questione, la cui risposta positiva o negativa darebbe ragione all'una o all'altra parte, è se i mosaici siano da considerarsi beni amovibili oppure no.

Il punto è che nel 2010 lo Stato Italiano ha ceduto alla Regione Sicilia una serie di beni architettonici, tra cui la Valle dei Tempi di Agrigento e il Palazzo dei Normanni con annessa la stessa Cappella Palatina (tra l'altro, il Palazzo dei Normanni ospita la sede dell'Assemblea Regionale Siciliana, che gestisce la Cappella fin dalla realizzazione dell'autonomia regionale). Tuttavia, secondo l'accordo i beni mobili della Cappella (i paramenti, i tesori e gli oggetti di culto) rimangono alla curia e al Fec. Già all'epoca la Curia aveva provato a far includere per iscritto le tessere dei mosaici tra i beni mobili della Cappella Palatina, ma senza successo. C'è da ricordare, inoltre, che nel 2005 l'Ars (Assemblea Regionale Siciliana) aveva firmato un accordo con la Curia, impegnandosi a versare 120mila euro l'anno alla parrocchia della Cappella Palatina. Secondo la Curia, tuttavia, si tratta di una cifra troppo bassa rispetto agli incassi della Fondazione Federico II (l'Ente dell'Ars che gestisce la Cappella Palatina). Si tratta di 2 milioni di euro l'anno provenienti dai biglietti, a fronte di un costo annuo del personale della Fondazione di 1,6 milioni.

Il Cardinale di Palermo Carlo Romeo ed il Prefetto Mario Morcone, responsabile del Fec, chiedono la revisione degli accordi, sostenendo che la Cappella Palatina è un luogo di culto (quindi di competenza del Fec) e che l'Ars la sta sfruttando commercialmente per risanare i bilanci regionali. E porta ad esempio l'adozione di un biglietto unico per visitare la Cappella, il Palazzo dei Normanni e le mostre che vi si tengono, mentre i visitatori vengono esclusivamente per i mosaici. Tuttavia, il Presidente della Fondazione Federico II (Francesco Forgione, ex presidente della Commissione Nazionale Antimafia) definisce ingerenza la rivendicazione di Fec e Curia, che non si sono mai occupati della gestione della Cappella (né materialmente né economicamente). E, a fronte delle dichiarazioni del Fec (che prospetta una possibile fruizione gratuita ai turisti), ribatte che il vero problema è che la Curia chiede un ristoro di almeno 300mila euro, la gestione attuale della Cappella è il fiore all'occhiello dei monumenti siciliani, proprio nel rispetto della multiculturalità voluta da Ruggiero II.

Fonte:  Serena Marchini   
Tags in cui l'articolo è presente :    Sicilia    attualità         
    
          Share on Tumblr




Iscriviti alle nostre News

Nome: *
Mail: *
Informativa Privacy

icona degli articoli pubblicati Categorie

icona dei Tegs degli articoli pubblicati Tags