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Nuovo Articolo HILARY CLINTON: VOGLIO DIVENTARE LA PRIMA DONNA PRESIDENTE
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14 Aprile 2015

In un video trasmesso domenica pomeriggio, la sessantasettenne democratica ha giustificato le sue ambizioni presidenziali in questi termini: "Gli americani usciranno da un difficile momento economico, ma il sistema continua a privilegiare i benestanti. Gli americani hanno bisogno di un punto di riferimento. E voglio essere io quel punto di riferimento. "

Il video fornisce una prima risposta a un'altra questione cruciale: Hillary Clinton ha imparato dalla sua prima campagna presidenziale, che si concluse con una sconfitta dolorosa contro Barack Obama nella corsa per la nomination democratica del 2008 ?

Il 20 gennaio 2007, l'allora senatore di New York aveva annunciato la sua candidatura in un video dove sembrava essere intronizzato sul divano di un interno borghese. "Vado, e ho intenzione di vincere", aveva detto in un tono fiducioso.

Otto anni più tardi, Hillary Clinton ha cambiato tono e gioca la carta dell'umiltà. Nel suo nuovo video, si rivolge ai ceti meno benestanti. Nei suoi viaggi in Iowa e nel New Hampshire, continuerà nella sua battaglia incontrando gli elettori in piccoli gruppi per presentare il tema centrale della sua campagna: migliorare la sorte economica delle classi medie, aumentando anche i salari e riducendo le disuguaglianze di reddito.

A nove mesi dalle primarie in Iowa e nel New Hampshire, nessun candidato democratico sembra essere in grado di rallentare lo slancio di Hillary Clinton, che ha quindi ottime possibilità di diventare la prima donna a vincere le elezioni presidenziali.

Ma Hillary Clinton può conquistare la fiducia degli americani? Questa è un'altra domanda cruciale. Questa è una scommessa audace da un rappresentante del ceto ricco, che fa parte dell’ 1% della popolazione, che ha intascato almeno 12 milioni di dollari 18 mesi dopo la sua partenza dal Dipartimento di Stato nelgennaio 2013.

"Hillary Clinton è una persona di cui gli americani non si possono fidare", ha detto Reince Priebus, presidente del Comitato Nazionale del Partito Repubblicano. Egli ha criticato la decisione della Fondazione Clinton di accettare donazioni da governi stranieri, compreso quello dell'Arabia Saudita.

Intervistato dalla CNN, il senatore repubblicano del Kentucky, Rand Paul, ha parlato oltre che delle donazioni da parte dall’ Arabia Saudita e del Brunei anche dei suoi dubbi sulla sincerità nell'impegno dei diritti delle donne dei democratici.

Hillary Clinton dal canto suo non ha voluto rispondere a questa domanda del senatore Paul, che la scorsa settimana ha annunciato la sua candidatura per la presidenza.

Se la Clinton vince la nomination democratica, questo potrebbe influenzare i voti degli elettori ancora indecisi, in vista dell’ 8 novembre 2016.

Fonte:  Manuela Velini   
Tags in cui l'articolo è presente :    U.S.A.            
    
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