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Nuovo Articolo In difesa della laicità dell'insegnamento...
Categorie in cui questo articolo è presente :   Estero            

19 Dicembre 2015

In Israele le scuole cattoliche (47 in tutto) sono considerate un'eccellenza del paese: frequentate da 33mila studenti (arabi-cristiani e arabi-musulmani) impiegano 3000 insegnanti e sono un'ottima via d'accesso all'università. Infatti, al termine dell'ultimo anno scolastico, in media 63 studenti su 100 superano l'esame di ammissione all'università: al confronto, solo 58 su 100 degli iscritti alle scuole ebraiche proseguono gli studi e 48 su 100 in quelle musulmane. Il tutto nonostante i tagli dei sussidi alle scuole cristiane che il governo israeliano applica da anni. Solo e soltanto nei loro confronti e tutto a favore delle scuole ebraiche. Tra l'altro, mentre i sussidi statali a favore delle scuole cristiane non hanno mai superato il 30% dei costi totali, quelli a favore delle scuole ebraiche ortodosse coprono il totale delle spese. E questo nonostante il fatto che spesso non rispettino il completo piano di studi previsto.

Ora, di fronte ad un ulteriore e massiccio taglio dei fondi destinati all'istruzione dei ragazzi israeliani non ebrei, genitori, professori e studenti hanno reagito. Denunciando la discriminazione effettuata dal governo, dal primo settembre (data di inizio del calendario scolastico) tutte le 47 scuole cristiane di Israele sono rimaste chiuse per protesta. Non solo: l'intero sistema scolastico israeliano si è mobilitato in loro favore. Ad esempio, il 20 settembre, tutti gli insegnanti delle scuole medie e superiori dello stato hanno ritardato l'ingresso in classe di due ore, come segno di solidarietà. Davanti al fronte compatto della protesta (Ran Erez, presidente dell'Associazione degli insegnanti di Israele, non aveva escluso l'attuazione di ulteriori forme di solidarietà) e alla minaccia di “serrate” nei luoghi santi, le autorità hanno fatto marcia indietro.

La battaglia per la libertà scolastica e per la laicità dello Stato (in Israele infatti non vi è alcuna religione ufficiale) si è conclusa con l'istituzione di un tavolo permanente a cui partecipano il Ministero dell'Istruzione, il Patriarcato Latino e i rappresentanti delle scuole cristiane. L'accordo sui fondi scolastici è stato giudicato soddisfacente da tutte le parti presenti, mentre il lavoro del tavolo di discussione continuerà, affrontando tutte le questioni ancora aperte.

 

Fonte:  Serena Marchini   
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