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Nuovo Articolo In vendita la villa dove Trozkij visse nel suo esilio a Istanbul
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14 Ottobre 2015

Sembra un annuncio di vendita come tanti nel mercato immobiliare di Istanbul, ma la villa storica di 950 metri quadri (18 stanze su tre piani) con tre ettari e mezzo di giardino è la casa dove Lev Trozkij visse dal 1929 al 1933. Sorge a Buyakada, la più grande delle Isole dei Principi, arcipelago al largo di Istanbul e tradizionale meta per le vacanze della nobiltà e delle élite della capitale. Dopo essere fuggito dall'Unione Sovietica a causa del conflitto insanabile con Stalin (che lo condannò a morte), il rivoluzionario e pensatore russo si stabilì in Turchia per quattro anni prima di partire per il Messico. Qui visse insieme alla seconda moglie Natalija, al nipote Sera ed alle proprie guardie del corpo; qui scrisse la Storia della rivoluzione russa. Costruita alla metà dell'Ottocento dall'architetto Nikola Demades, la cosiddetta villa Yaranos è rimasta perennemente legata al ricordo del soggiorno di Trozkij. Non solo gli abitanti dell'isola ed i cittadini turchi di passaggio, ma anche turisti da tutto il mondo vengono per ammirarla, soprattutto in estate: si stima, infatti, che i potenziali visitatori siano 10 mila all'anno. Potenziali, appunto.

La villa è in stato di completo abbandono, il giardino si è trasformato in una specie di giungla che seminasconde l'abitazione, allo stretto vialetto di ingresso è appeso un cartello di pericolo dell'alta tensione. Così, dopo aver chiesto inutilmente al Ministero della Cultura e del Turismo turco di acquistare la villa e di trasformarla in un museo, i proprietari hanno deciso di metterla in vendita. Prezzo 4,4 milioni di dollari. Trovare un compratore, tuttavia, non sarà facile: innanzitutto, i lavori di restauro sono stimati in 800 mila dollari e, secondariamente, la villa è sottoposta a vincolo architettonico. Inoltre, il nuovo piano regolatore l'ha qualificata come area di interesse culturale. Resta la sua trasformazione in museo: è stata infatti avviata una raccolta di firme in tal senso, soluzione che porterebbe ad un sensibile aumento dei visitatori grazie a percorsi turistici studiati e non per curiosità personale.

Fonte:  Serena Marchini   
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