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Nuovo Articolo Italia in testa alle classifiche delle mete turistiche, ma spesso manca l'accessibilità
Categorie in cui questo articolo è presente :   Vacanza            

26 Luglio 2015

 L'Italia è la quinta meta turistica al mondo per numero di visitatori e spesa dei turisti internazionali: i dati del 2013 certificano ben 48 milioni di turisti, i quali hanno speso 33 miliardi di euro. Eppure, per dieci milioni di italiani, le vacanze non sono sempre accessibili, a causa delle politiche verso cani, bambini e gli elementi più “deboli” della famiglia.

L'istituto di ricerca Doxa, nel suo annuale report European sulle vacanze, questa volta ha analizzato le particolari esigenze di accessibilità da parte di turisti, villeggianti o aspiranti tali. Si tratta del 16,4% delle famiglie italiane (quasi 10 milioni di persone, appunto), che comprendono anziani, disabili, malati cronici, ma anche più semplicemente bambini piccoli, più figli o animali domestici. Le loro aspettative deluse portano ad una perdita di 11,7 miliardi di euro (lo 0,75% del PIL italiano) per le strutture alberghiere e ricettive ed a una perdita di 27,8 miliardi di euro per l'indotto turistico (tutto ciò che si muove ed è collegato al settore del turismo). Si parla, in definitiva, di una perdita pari all'1,75% dell'intero prodotto interno lordo italiano.

Secondo l'analisi Doxa, le richieste più diffuse riguardo all'accessibilità vertono sull'assistenza e sui servizi, in particolare le infrastrutture per i bambini (31%), l'assistenza sanitaria (27%), strutture accessibili per i disabili nei luoghi di soggiorno e di vacanza (23%). Collegato a questo, vi è la richiesta di maggiore accessibilità durante i viaggi e gli spostamenti (22%), a cui segue quella di infrastrutture per gli animali domestici.

Secondo lo studio, circa la metà degli italiani che hanno necessità di questi servizi e strutture sono famiglie numerose e con bambini (3,8 milioni di persone) o che possiedono un animale domestico (1,8 milioni). Sono proprio queste due categorie che sottolineano come, nei luoghi di vacanza, le loro richieste non vengano soddisfatte o, addirittura, generino ostilità. Tanto che il 39% del campione intervistato da Doxa (oltre un terzo del totale), a causa dell'accoglienza fredda che ha ricevuto in passato, ha deciso di non tornare più in quella spiaggia o in quell'albergo. Infatti, hanno deciso di scegliere come meta delle vacanze estive un'altra struttura o un'altra località sperando di essere accolti meglio. Tuttavia, e questa è una buona notizia, il 49% degli intervistati riconosce che, anche se l'offerta turistica italiana ha ancora delle carenze dal punto di vista dell'accessibilità, è comunque decisamente migliorata rispetto agli anni precedenti.

Fonte:  Serena Marchini   
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