Home CASAndo News

Pubblica News

Ricerca Annuncio

Pubblica Annuncio

icona degli articoli pubblicati Dettaglio Articolo  

Nuovo Articolo Jobs Act, portatori di handicap ed assunzioni
Categorie in cui questo articolo è presente :   Economia e Politica            

15 Luglio 2015

Un articolo del Jobs Act che farà discutere (esattamente come l'articolo 23 sui controlli a distanza dei dipendenti da parte delle aziende, bocciato dal Garante per la privacy) è l'articolo 6. Si trova nel decreto attuativo dedicato alle semplificazioni per le imprese che assumono e va a modificare la legge 68/1999. Adesso, quindi, le aziende potranno assumere lavoratori disabili con chiamata nominativa, evitando di seguire la graduatoria delle liste speciali messe a punto dai Centri dell'impiego (liste stilate in base alla gravità ed alla percentuale di handicap dei candidati). Secondo l'articolo 6 del Jobs Act i datori di lavoro sia privati che pubblici rispetteranno le graduatorie soltanto come opzione, a seconda di quale sia la convenienza per l'azienda. E, è facile immaginarlo,  l'assunzione di un disabile affetto da handicap gravi è economicamente meno conveniente rispetto a quella di un disabile con percentuale di handicap minori. In pratica, tra un disabile al 60% ed uno al 20% un'azienda sceglierà sempre il meno grave. E, tra un disabile psichico ed uno fisico, sarà sempre preferito quello portatore di handicap fisici.

Attualmente la legge prevede l'obbligo per tutte le aziende, pubbliche e private, con più di 15 dipendenti di riservare una percentuale di posti lavorativi ai portatori di handicap. Per le aziende fino a 50 dipendenti si tratta solo di uno o due posti di lavoro, mentre per le aziende più grandi (con più di 50 dipendenti) si tratta del 7% dell'intera forza lavoro. Ad esempio, con 70 dipendenti, 7 devono essere disabili. Tuttavia, la norma è largamente disattesa, in quanto non vi sono né controlli da parte di ispettori né sanzioni in caso che la legge venga infranta.

C'è da sottolineare che già oggi alcune aziende possono effettuare chiamate nominali, sempre all'interno delle liste speciali, ma senza rispettare la graduatoria. L'eccezione riguarda soprattutto la categoria di aziende il cui numero di dipendenti va dai 15 ai 35, i partiti ed i sindacati. Le aziende tra 35 e 50 dipendenti possono effettuare chiamate nominali per il 50% dei posti riservati per legge ai disabili, mentre quelle con oltre 50 dipendenti per il 60% dei posti. In questo caso, rispettivamente solo il 50% ed il 40% dei posti per i disabili sono assegnati seguendo la graduatoria. Con il Jobs Act il numero scenderà a zero per tutte le aziende.

Al momento sono oltre 700mila i disabili iscritti nelle liste speciali dei Centri per l'impiego. Per incentivare il loro collocamento, nel 2014 il governo aveva stanziato 20 milioni di euro, somma che le associazioni di sostegno avevano giudicato assolutamente insufficiente. Ora, insieme con i sindacati, protestano vivamente, accusando il governo di creare nuove discriminazioni che colpiscono le persone più vulnerabili sia dal punto di vista sociale che da quello lavorativo. Ed avvertono: “Non si incentiva discriminando”.  

Fonte:  Serena Marchini   
Tags in cui l'articolo è presente :               
    
          Share on Tumblr




Iscriviti alle nostre News

Nome: *
Mail: *
Informativa Privacy

icona degli articoli pubblicati Categorie

icona dei Tegs degli articoli pubblicati Tags