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Nuovo Articolo Jobs Act: quali sono le novità?
Categorie in cui questo articolo è presente :   Attualità    Economia e Politica         

11 Marzo 2015

Assunzioni facili, detrazioni Irpef per almeno 7 miliardi di euro, riforma della cassa integrazione, nuovi ammortizzatori sociali, il progetto Garanzia Giovani e l'Agenzia Unica per il lavoro: sono queste le novità inserite nel Jobs Act presentato dal Presidente Matteo Renzi al governo. Un piano che verte sulla lotta alla disoccupazione ed al rilancio dei consumi. Ma che cosa prevede esattamente? I punti sono salienti sono 4:

Taglio dell'Irpef ed aumento delle detrazioni. Saranno aumentate le buste paga dei lavoratori dipendenti, soprattutto per quelli con un reddito fino a 15 mila euro. Il piano prevede l'aumento delle detrazioni fisse e, di conseguenza, l'aliquota marginale scenderebbe dal 30% al 23%. Sarà mantenuto il tetto di 8 mila euro sotto il quale la tassazione sarà zero, mentre per i redditi compresi tra gli 8 mila e i 15 mila euro è prevista una detrazione fissa di 1840 euro. Più sale il reddito, più le detrazioni si riducono, fino ad annullarsi per i redditi superiori a 55 mila euro. Si prevede un risparmio di 450 euro all'anno per i lavoratori dipendenti con un reddito di 15 mila euro.

Aumento degli ammortizzatori sociali e scomparsa della Cassa Integrazione in deroga. Verrà introdotto un sussidio di disoccupazione universale(Naspi) per chi perderà il posto di lavoro, compresi gli attuali 400 mila collaboratori a progetto (a patto che rientrino nel requisito di aver lavorato almeno 3 mesi). La Naspi avrà una durata pari alla metà dei mesi in cui si è lavorato negli ultimi 2 anni (fino ad un massimo di 2 anni). Invece, per gli atipici, durerà massimo 6 mesi. Sia per i lavoratori subordinati che per gli atipici il sussidio sarà di 1.100-1.200 euro mensili agli inizi che si ridurranno a 700 euro al mese verso la fine del periodo di copertura. Per chi non troverà lavoro neppure dopo 2 anni (e gli attuali tassi di disoccupazione non sono incoraggianti) è previsto un successivo assegno di disoccupazione. In questo caso, tuttavia, l'assegnazione sarà legata all'entità del reddito ISEE. La copertura dei sussidi verrà dalla progressiva abolizione della Cassa integrazione in deroga (che confluirà nella Naspi) e nella razionalizzazione di quella ordinaria e straordinaria.

Contratto unico di lavoro. L'idea è di passare dalle circa 40 forme contrattuali attuali ad un contratto unico a tempo indeterminato a tutele crescenti, in cui le tutele previste dall'articolo 18 scatteranno dopo i primi 3 anni. Non si potrà quindi fare ricorso in caso di licenziamento senza giusta causa, tranne nei casi di discriminazione e di mobbing.

Agenzia unica per il lavoro e garanzia Giovani. Sarà riformato il codice del lavoro e sarà istituita un'Agenzia unica federale che servirà da supporto per il piano Garanzia Giovani. Quest'ultimo riprende le direttive UE per assicurare ai giovani con meno di 25 anni un'offerta di proseguimento degli studi, lavoro, tirocinio, apprendistato o corsi di formazione entro 4 mesi dal termine del ciclo di studi o dall'inizio dello stato di disoccupazione.

Fonte:  Serena Marchini   
Tags in cui l'articolo è presente :    Crisi economica    Politica    Governo      
    
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