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Nuovo Articolo Joint-venture cino-lucchese per promuovere il Made in Italy
Categorie in cui questo articolo è presente :   Economia e Politica            

26 Giugno 2015

Moda, cibo e mobili. Una joint-venture tra il gruppo del milionario cinese Wang Dafu e quello lucchese di Andrea Giannecchini aprirà in Cina una catena di negozi multi brand specializzati nel settore del lusso. Nel 2016 saranno aperti nove negozi all'interno di centri commerciali nelle città cinesi più importanti (tra cui Shangai, Hainan, Shenzhen e Bejing) e, entro il 2019, è prevista l'apertura di 19 store in franchising per la vendita delle tre “F” di eccellenza “made in Italy” (fashion, food e furniture). L'obiettivo è presentare sul mercato asiatico (in continua espansione) i prodotti di 90 brand di nicchia, di cui il 40-50%  toscane. Si tratta di aziende dalla lunga tradizione, molto apprezzate e di grande qualità, accomunate da un altro fattore: il loro fatturato (compreso tra i 2 ed i 20 milioni di euro all'anno) non consente loro di aprire negozi monomarca all'estero.

Per questo nasce Wangia, la joint-venture partecipata dal 49% dall'Italia Quintessenza Srl di Andrea Giannecchini (azionista di maggioranza ed alla guida della società) con sede a Massarosa (Lu). Il suo partner è la Visun Group; con un'altra azienda sempre di proprietà di Wang Dafu, l'Italia Quintessenza Srl ha già avviato un centro servizio e refitting per mega yacht sull'isola di Sanya, perciò tutte le premesse sono buone.

Sarà realizzata una catena di negozi concentrata su un numero limitato di marchi e prodotti (tra cui il cioccolato Amedei, i Sigari Toscani, i tartufi Favini, gli articoli da golf Wakan, la pelletteria Sapas e le cucine Torricelli), ma di altissima qualità e riconoscibili territorialmente. Per il food sono state preferite aziende con una lunga tradizione alle spalle, ma anche attente al marketing ed al packaging, dato che in Cina spesso i prodotti alimentari di qualità sono acquistati per fare regali (in particolare, nel settore “vino”, è necessario che le aziende producano almeno 100 mila bottiglie all'anno). Per il settore furniture ci si è rivolti alle imprese di punta della gamma, mentre per il fashion sono state affiliate aziende giovani, di alta qualità ed attente alle richieste particolari del mercato asiatico.

Il tutto sarà fortemente caratterizzato ed identificato dal brand “Opero Italia” e dallo store disegnato da Archea. L'investimento iniziale sarà di 6 milioni di euro (per l'apertura dei primi 9 negozi) più altri 2 milioni destinati all'acquisto dei prodotti delle aziende aderenti da vendere sul mercato cinese. Secondo il contratto di affiliazione ogni brand sarà legato a Wangia per almeno 2 anni, anche se l'obiettivo è una lunga e proficua collaborazione e fidelizzazione. Sia da parte dei brand che di Wangia e degli acquirenti cinesi.

Sostenitori dell'iniziativa sono state Confindustria Toscana, Cina Toscana e Toscana Produzione. I negozi assicureranno anche la tracciabilità dei prodotti, permettendo ad ogni acquirente di verificarla con il proprio smartphone, tablet o cellulare, per un uso originale ed altamente innovativo della tecnologia.

Fonte:  Serena Marchini   
Tags in cui l'articolo è presente :    Cina            
    
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