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Nuovo Articolo LA RIFORMA DEL CATASTO
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23 Febbraio 2015

Dovrebbe essere approvato oggi, venerdì 20 febbraio, dal Consiglio dei Ministri la nuova riforma catastale. Dopo l'approvazione, il provvedimento ritornerà prima alla Camera e poi al Senato per il consenso definitivo da parte delle rispettive commissioni parlamentari. 

Tra tutte le varie riforme è quella che avrà più conseguenze, dato che l'entità delle imposte sugli immobili dipende dal valore catastale, che, in alcune città, aumenterà fino a dieci volte tanto i valori attuali. L'obiettivo è quello di realizzare un sistema più equo dal punto di vista del valore immobiliare e, per ammortizzare l'aumento, è prevista una riduzione automatica del peso del 30% della rendita catastale risulatante dall'applicazione del nuovo sistema. Ciò è dovuto alla decisione di evitare che i valori catastali risultino al di sopra dei prezzi attuali sul mercato.

È già stata sperimentata a Roma e a Milano una revisione catastale per gli immobili situati nelle zone dove si è verificato un aumento dei valori medi di mercato pari al 35%. In questi casi è  possibile determinare l'effetto che i nuovi valori hanno avuto sulla tassazione degli immobili: nella media, gli immobili hanno subito una triplicazione del proprio valore, con conseguente aumento di Imu e Tasi fino al 220%.

I dati su cui si basa il calcolo sono la superficie dell'abitazione, il valore catastale medio della città in cui è situato l'immobile ed il prezzo medio a metro quadrato determinato dalla società Nomisma (che deve essere moltiplicato per la misura dell'appartamento). Tra le città esaminate, la più colpita sarebbe Messina (dove si parla di un incremento del 221% per Imu e Tasi, e del 367% per l'imposta di registro al momento dell'acquisto. La città meno interessata dovrebbe essere Torino.

Un ruolo chiave sarà svolto dalle commissioni censuarie provinciali, 107 in tutto. Erano nate nel 1886, per essere poi soppresse e riattivate per l'occasione. Dovranno rivedere il valore patrimoniale e le rendite degli immobili, in modo che si avvicinino agli attuali valori di mercato. Il provvedimento ripartisce queste commissioni censuarie in locali e centrale (la sede sarà a Roma), definisce le sezioni (catasto urbano e dei fabbricati), definisce le modalità con cui le commissioni sia locali che centrale saranno composte (quest'ultima prevede 25 componenti oltre al presidente), stabilisce incompatibilità per gli incarichi (la cui durata sarà di 5 anni).

Il nuovo sistema di calcolo si baserà sull'individuazione delle microzone (a livello comunale), che avranno caratteristiche omogenee definite. Successivamente, in ogni microzone e per ogni tipologia (abitazioni, garage, negozi, ecc) si calcolerà il "valore medio di mercato". A quest'ultimo saranno applicati coefficienti correttivi (dove è situato l'immobile, l'epoca della sua costruzione, la destinazione d'uso, ecc). I coefficienti saranno calcolati in base ad un algoritmo per definire, come risultato, il valore unitario a metro quadrato.

La novità più rilevante, tuttavia, è che il valore dell'immobile si fonderà su quello di mercato per metro quadro -quindi, non più in base ai vani- in base alla tipologia immobiliare in cui rientra l'immobile. Se le planimetrie mancano o risultano inadatte, oppure se i Comuni e i proprietari non forniranno la metratura, si trasferanno aemplicemente i vani in metri quadrati (1 vano equivale a 20 mq circa).


Fonte:  Serena Marchini   
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