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Nuovo Articolo L'Atac sull'orlo del baratro: in 10 anni perdite per 1,6 miliardi di euro
Categorie in cui questo articolo è presente :   Politica            

8 Novembre 2015

Clientelismo, manager incapaci, dipendenti poco produttivi... A Roma, l'Atac è sull'orlo del baratro. I numeri dei disservizi e delle perdite? In dieci anni, l'azienda ha perso quasi 1,6 miliardi di euro, una cifra superiore a quella delle perdite di Alitalia. Nonostante i picchi raggiunti sotto l'amministrazione Alemanno, le perdite, i disservizi e l'impunità dei dipendenti sono bipartisan e cronici. Ad esempio, un macchinista di metrò romano guida 700 ore l'anno rispetto alle 850 ore di un collega di Napoli ed alle 1200 di uno di Milano. E gli autisti degli autobus hanno un orario lavorativo di 6 ore e 10 minuti. Tuttavia, durante l'amministrazione Alemanno sono stati assunti 800 dipendenti amministrativi e si sono triplicati i dirigenti: hanno raggiunto quota 81 rispetto ai 30 dell'Atm (azienda dei trasporti milanese). Quello che manca, invece, sono i pezzi di ricambio: si parla di 500 bus fermi perché i fornitori dei ricambi da troppo tempo non vengono pagati e, quindi, non effettuano più consegne. Oltre a questo, vi e' lo sciopero bianco di luglio (che gli autisti negano) a giustificare l'aumento del 300% delle vetture giudicate inidonee al servizio dagli autisti Atac rispetto al luglio 2014. Inoltre, se la vettura si guasta durante il servizio l'autista deve andare in deposito a prenderne un'altra con i propri mezzi (in totale una perdita di 4 ore circa di servizio).

A luglio, di fronte al peggioramento del servizio, il sindaco Marino aveva minacciato l'azzeramento del Cda della municipalizzata dei trasporti e la ricerca di un partner privato. Tuttavia, tralasciando le dimissioni dell'attuale amministrazione, nessuno comprerebbe un'azienda in condizioni tali. Già 20 anni fa l'azienda era in una situazione simile (perdite per 1400 miliardi di lire ripianate con i soldi pubblici): la soluzione fu una drastica riduzione dei contributi comunali, un piano di esuberi e l'aumento delle tariffe. Il metodo Tocci (poi stravolto) prevedeva di garantire il servizio pubblico, ma di dividerlo tra una decina di fornitori scelti con una gara: in questo modo non si formano monopoli ed i prezzi dei biglietti scendono.

E, a proposito di biglietti, Roma è famosa anche per il tasso di evasione: in media è del 30%, ma in periferia la percentuale raddoppia. Non si capisce perché non si possa far salire i passeggeri dalla porta anteriore e verificare allo stesso tempo il biglietto, proprio come avviene a Bologna, New York, Parigi e Londra (dove il numero di viaggiatori e' di gran lunga maggiore che a Roma). Non stupisce, quindi, che solo il 26,6% degli introiti (900 milioni l'anno) provenga dai biglietti, per un totale di 240 milioni di euro. A Milano la percentuale è del 45%. Se si recuperasse l'evasione, si avrebbero circa 120 milioni di euro di entrata in più, fatto che permetterebbe di ripianare quasi in toto i 150 milioni di euro di buco annuale.

Fonte:  Serena Marchini   
Tags in cui l'articolo è presente :    Roma    Trasporti         
    
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