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Nuovo Articolo La guerra del Monte Bianco: i confini contesi...
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28 Settembre 2015

Martedì 4 settembre due guide alpine francesi hanno sbarrato con morsetti le transenne ed il cancello del Rifugio Torino: quest'ultimo si trova, fino a prova contraria, in territorio italiano, ma il governo francese non ha mai riconosciuto questa divisione del Monte Bianco. La controversia dura da più di 150 anni (per la precisione dal 1860, quando il trattato di annessione della Savoia alla Francia ridefinì i confini tra questa nazione e l'Italia) e riguarda un settore di mezzo chilometro quadrato. Piccolo per dimensioni, non lo è però per importanza, dato che questo territorio rettangolare riguarda la sovranità sulla vetta del Monte Bianco e dichiara se rientra in toto nel territorio francese o se per metà in Francia e per metà in Italia.

Secondo le rivendicazioni francesi, il confine passa appunto sotto il Rifugio Torino, mentre secondo gli Italiani il confine passa in mezzo al ghiacciaio, 300 metri sopra il rifugio. Di conseguenza, la vetta è divisa tra Francia ed Italia e il Monte Bianco di Courmayeur è completamente in territorio italiano. E da quando la nuova funivia italiana del Monte Bianco ha un'utenza di 110 mila persone in tre mesi, la sovranità del settore non è una questione solo territoriale, ma anche e soprattutto economica.

La guerra del Monte Bianco cominciò nel 1865, quando il governo francese ridisegnò i propri confini territoriali, includendo sulla mappa una parte dei ghiacciai del versante sud del Monte Bianco. Proseguì poi quando le autorità francesi sostennero di aver perso la carta geografica del 1860 che segnava il confine nato dal trattato (bruciata durante l'occupazione nazista): di conseguenza, non accettano la copia della stessa mappa conservata nell'Archivio di Stato di Torino. Allo stesso modo, non accettano il confine tracciato dalla Nato, perché dà ragione all'Italia. E dato che l'Italia è rimasta in silenzio per decenni, la versione che la cartografia riconosce come ufficiale è quella francese. Non ebbe risposta neppure la richiesta di spiegazioni alle Camere da parte di un deputato valdostano, Luciano Caveri.

C'è da ricordare che, anche ora, nella Comunità Europea, cambiando sovranità cambiano anche le leggi, le norme di sicurezza, i permessi edili, la tassazione, le competenze per questioni di soccorso in caso di incidenti in alta montagna. A novembre è in agenda un incontro tra la diplomazia italiana e quella francese per discutere sulla questione. Nel frattempo i turisti dovranno scavalcare.

Fonte:  Serena Marchini   
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