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Nuovo Articolo La guerra tra Zara e Uniglo passa anche per l'orario di lavoro
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31 Ottobre 2015

Il gruppo giapponese Fast Retailing ha deciso di offrire ai 16mila dipendenti della sua azienda principale, il brand di abbigliamento Uniglo, di suddividere l'orario lavorativo di 40 ore settimanali su 4 giorni invece che su 5 (in Giappone vige il week-end festivo). Il salario rimarrà uguale, ma si lavorerà su turni di 10 ore al giorno. Il progetto partirà ad ottobre ed il suo annuncio è stato accolto con molto favore dai dipendenti Uniglo: infatti, in Giappone è una norma non scritta fare dalle 2 alle 4 ore di straordinari non pagati (chiederne la retribuzione è un'offesa nei confronti dell'azienda). Quindi, si effettuerebbe lo stesso orario di lavoro ufficioso, ma per meno giorni a settimana. Resta da vedere, comunque, se anche in seguito l'azienda chiederà ugualmente delle ore di lavoro extra, ma a giudicare dalle pressioni del governo giapponese perché venga limitato il ricorso agli straordinari (una delle cause principali per i 9.000 karoshi l'anno, “morti per troppo lavoro”) si pensa di no. Anzi, secondo gli esperti anche altre aziende di abbigliamento, del terziario e della ristorazione nel paese del Sol Levante adotteranno questo sistema lavorativo.

Le motivazioni di Uniglo sono di permettere ai dipendenti di trascorrere più tempo in famiglia e di essere più produttivi sul lavoro perché più soddisfatti della qualità della loro vita: tuttavia, le motivazioni addotte appaiono in contrasto con un contratto secondo cui i dipendenti si impegnano a lavorare anche il sabato, la domenica e tutti i giorni festivi tradizionali (giorni in cui i negozi Uniglo sono sempre aperti e in cui gli acquirenti sono numerosissimi).

La crescita esponenziale di Uniglo (200 nuovi negozi aperti ogni anno) ha come obbiettivo quello di superare Zara nel fatturato e come azienda leader nel settore dell'abbigliamento. Il marchio spagnolo (fatturato annuo 16 milioni di dollari, 1.721 negozi in 67 paesi) è molto diverso da quello giapponese per impostazioni strategiche, ma uguale per filosofia aziendale. Infatti Zara punta soprattutto alle vendite online e si fa pubblicità tramite star dello spettacolo messe sotto contratti milionari; Uniglo, invece, punta maggiormente sulla realizzazione di una rete globale di negozi e ha come testimonial grandi sportivi. Entrambi, invece, propongono capi con un ottimo rapporto qualità/prezzo, sempre attenti alla novità ed alle ultime tendenze, adatti per qualunque clientela (uomo, donna o bambino). Ed entrambi fanno ricorso a più non posso al lavoro a bassissimo conto nei paesi del terzo e del quarto mondo (rispettivamente Africa e America Latina da una parte, Cina dall'altra).

Fonte:  Serena Marchini   
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