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Nuovo Articolo La stampa 3D applicata al calcestruzzo
Categorie in cui questo articolo è presente :   Edilizia            

13 Febbraio 2016

Le costruzioni in calcestruzzo sono spesso pesanti e con forme squadrate. La tecnica è quella di effettuare delle gettate del materiale fluido in cassoni di plastica o legno per ottenere degli elementi edili: di conseguenza, non è soltanto difficile ma anche molto costoso alleggerire le strutture con spazi vuoti oppure realizzare forme particolari. L'applicazione della stampa 3D al processo, tuttavia, può completamente rivoluzionare il sistema con cui vengono realizzati i componenti strutturali di calcestruzzo per l'edilizia. La stampa 3D è stata applicata già in passato all'edilizia (ad esempio, in Cina con queste particolari stampanti si creano addirittura delle case), ma questa soluzione permette di unire architettura e design.

Il gruppo guidato dall'ingegnere Domenico Asprone (professore di Scienza delle Costruzioni all'Università Federico II di Napoli) ha infatti trovato un metodo per realizzare edifici in calcestruzzo con forme originali e straordinariamente leggere, simili a quelli realizzati dall'archi-star Santiago Calatrava. E tutto a costi molto accessibili. Il merito è proprio della stampa 3D e della sua versatilità, applicabile a qualunque contesto e in ogni scala di misura: basta inserirvi un composto fluido (non importa che sia metallo, plastica o, appunto, calcestruzzo) perché la macchina realizzi, sovrapponendo uno strato all'altro, un oggetto tridimensionale. Gli strati si rapprendono facilmente, così possono fare da base per lo strato successivo senza andare a pregiudicare la stabilità dell'opera e la velocità di realizzazione. Inoltre, l'oggetto creato è delle dimensioni e della forma voluta dal suo creatore, qualunque esse siano.

Il gruppo del professor Asprone ha utilizzato una stampante 3D di 4x4 metri (marchio Wasp), modificata per lavorare un particolare tipo di calcestruzzo: una volta gettato, assume l'aspetto della plastilina e si indurisce in poche ore. Ciò permetterà di creare strutture edilizie di calcestruzzo di qualunque forma e con spazi vuoti per renderle più leggere: verranno poi assemblate proprio come i mattoncini dei Lego. Di conseguenza, gli architetti avranno una maggiore libertà nella progettazione. Non solo: in questo modo si risparmierà molto materiale, con indubbi vantaggi sia economici che ambientali.

Fonte:  Serena Marchini   
Tags in cui l'articolo è presente :    Arte    calcestruzzo         
    
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