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Nuovo Articolo Le prospettive di un domani troppo vicino a venti anni
Categorie in cui questo articolo è presente :   Attualità    Cultura         

29 Aprile 2013
Un ragazzo raggiunti i 20 anni tocca l’apice della sua vitalità sia a livello intellettuale, che fisico. Difatti la maturazione raggiunta a quest’età permette di guardare con occhio critico, più o meno esperto, la realtà effettiva delle cose, gli intrecci e le leggi che legano i rapporti sociali, le interazioni che intercorrono tra stato e cittadino, tra il singolo e la collettività.


Molti sono i progetti che si pianificano nella vita. Le idee, i sogni e le speranze che li accompagnano sono parte integrante della nostra persona, ci rendono unici, ci completano ed identificano allo stesso tempo. Le esperienze che ogni giorno viviamo sono fonte inestimabile dalla quale attingere le giuste precauzioni e le giuste misure per il migliore raggiungimento dei nostri obbiettivi.

Un’età sicuramente difficile da vivere, con le sue complicazioni e le sue ristrettezze, dove ogni istante viene vissuto al massimo, dove la vita entra a contatto nel senso più effettivo con le nostre competenze e le nostre capacità. Tuttavia è anche il momento in cui l’individuo è chiamato a scegliere la sua strada ed il suo futuro… 

Attraverso un’indagine informativa la maggior parte dei giovani italiani di vent’anni non crede assolutamente in un futuro “garantito”, ossia nella possibilità di completare e realizzare la propria persona nella nostra società. Se lo crede, o quantomeno lo spera, ne vede arduo il cammino e maggiori i rischi rispetto ai vantaggi. Questo indice di scetticismo nei confronti dello stato in primis, e a seguire delle istituzioni che in un futuro non lontano dovranno fornire il giusto sostegno al cittadino neolaureato, non è altro che una delle molteplici facce del disagio sociale che ha investito il nostro paese, forse per effetto della crisi (ormai strumentalizzata), o forse per un decadimento generale di una mentalità troppo vecchia e permeata da profonde contraddizioni.  

La scelta del percorso universitario completa la preparazione del ragazzo (ormai adulto) e ne integra le competenze necessarie all'applicazione effettiva nel futuro campo del “lavoro”, parola anch'essa che interessa la maggior parte di siti d’informazione, blog e network, e che continua a far vuotare fiumi d’inchiostro. La mancanza di lavoro e la disoccupazione non fa che peggiorare la situazione economica già precaria, con risvolti drammatici anche a livello familiare. Condiziona di fatto un numero incredibile di situazioni, e ancor maggiore di persone, la maggior parte giovani. Lo status vivendi non permette più in molti casi di proseguire gli studi universitari, per mancanza di supporti economici, e di complicate condizioni familiari. Ma lo Stato dov'è? . Se “ E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale” (Art. 3 costituzione Ita.) che costringono i ragazzi a trovare alternative, ad uscire dal territorio nazionale e rifugiarsi in sistemi più liberali e pragmatici, lo Stato dov'è? I tagli alla pubblica istruzione sono ormai una frattura in espansione che minaccia l’ambiente studentesco e mina il futuro di quei ragazzi che domani si troveranno a scrivere e manifestare il proprio dissenso. Per quanto riguarda studenti meritevoli e bisognosi sono calate le borse di studio e le opportunità di credito, per non parlare del tetto massimo di sovvenzionamenti stanziato dal governo uscente di circa 332 milioni – cifra ridicola se confrontata con i 2 miliardi francesi e tedeschi – (ISTAT). Il tutto a fronte di un drastico calo della domanda, di un tasso di disoccupazione in crescita, di un welfare sempre più illusorio ed ingannatore, secondo il quale la condizione migliore è raggiunta con la migliore avanguardia tecnologica del momento, inconsapevoli del presente sull'orlo del baratro e di un futuro inconoscibile anche al miglior analista. 

Chiaro è però che si sta procedendo in direzione di un cambiamento epocale, sia a livello economico che sociale. In vista ci sono i limiti di una vecchia concezione di un mondo vissuto poco e male, dove il risultato migliore è stato il più rapido e consumista, dove non c’è mai stata una presa di coscienza nei confronti di ciò che sta per venire, dei propri figli, di coloro che in un giorno non lontano si troveranno ai “ferri corti” con un’eredità, almeno per ora, non invidiabile e non invidiata. C’è di sicuro un’incertezza massificata dovuta al continuo cambiamento, dove è facile sentirsi soffocare da problemi indiretti, dall'impossibilità di agire, dall'intimidazione, dall'irrisione a chi tenta con un ulteriore sprazzo d’orgoglio di raddrizzare un destino troppo scuro. 

Sebbene le aspettative risultano essere poche e magre, nonostante sia ormai certa la collisione tra due realtà che non possono coesistere - l’attuale sistema sociale e le nuove avanguardie internazionali che contano sulla reciproca collaborazione ed una più ampia visione di convivenza mondiale – c’è tuttavia bisogno di ragazzi pronti a mettersi in gioco, di riscoprire la correttezza e l’onestà, di ridare peso al merito, anche attraverso un lungo e faticoso percorso personale.

Fonte:  Mattia Cattani   
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