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Nuovo Articolo Lego, l'azienda proibisce all'artista Weiwei di usare i suoi mattoncini
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23 Gennaio 2016

L'azienda Lego (quella dei famosissimi mattoncini) ha proibito alla National Gallery of Victoria della città australiana di Melbourne di usare i propri prodotti per la creazione di un'installazione dell'artista cinese Ai Weiwei. O meglio, ha rifiutato il grande ordine di mattoncini Lego fatto dal museo australiano per l'opera in progetto. La motivazione del colosso danese è stata che il giocattolo più famoso al mondo non può venire usato per creare "opere dal contenuto politico, religioso, razzista, osceno e diffamatorio".

Non è la prima volta che Ai Weiwei è oggetto di attacchi o boicottaggi, anche da parte di istituzioni o personaggi inattesi. Tra i massimi artisti cinesi contemporanei, è sulla lista nera delle autorità di Pechino: arrestato nel 2011 e rilasciato solo dopo 80 giorni senza accuse, gli era stato ritirato il passaporto per impedirgli di recarsi all'estero per ricevere riconoscimenti e allestire le mostre delle sue opere. Quest'anno il passaporto gli era stato restituito, ma la sua comparsa a Londra per l'apertura della mostra a lui dedicata non è saltata solo per l'intervento e per l'appoggio dei suoi estimatori e sostenitori.

Comunque, anche a distanza Weiwei aveva continuato a lavorare: a settembre 2014, ad esempio, aveva allestito una grande esposizione all'interno di un ambiente di Alcatraz, l'ex penitenziario della Baia di San Francisco. L'opera era formata da 165 ritratti di perseguitati politici, dei giorni nostri e del passato. Tra questi vi sono Nelson Mandela e attivisti iraniani. Ritratti eseguiti utilizzando appunto i mattoncini Lego. E l'opera da realizzare a Melbourne doveva rappresentare qualcosa di simile. Il rapporto con la vicenda dell'artista (che ha definito il comportamento della Lego "censorio e discriminatorio" appare evidente. Weiwei ha dichiarato che la decisione della Lego è motivata dal fatto di non voler irritare le autorità di Pechino, in vista del progetto di un grande parco a tema (Legoland) a Shanghai, ma il portavoce dell'azienda si è rifiutato di commentare. Centinaia di commenti sono però arrivati dai sostenitori di Weiwei, che si sono offerti di comprargli tutti i Lego necessari per l'esposizione.

Fonte:  Serena Marchini   
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