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Nuovo Articolo Mauna Kea, quando il sito per la costruzione di un telescopio è anche un luogo sacro
Categorie in cui questo articolo è presente :   Tecnologia            

4 Agosto 2015

Ancora proteste contro la costruzione del telescopio più grande del mondo sulla montagna Mauna Kea (isola di Hawaii, la più grande dell'arcipelago e Stato omonimo). Secondo il progetto, il telescopio avrà un diametro di 30 metri e permetterà di studiare e di cercare altre forme di vita nelle galassie più lontane dal nostro sistema solare. Tuttavia, non solo un altro telescopio gli contende il riconoscimento di telescopio più grande del mondo (quello che è in costruzione in Cile da parte di alcune aziende europee), ma il progetto era stato bloccato dalle proteste degli abitanti e degli ambientalisti.

Infatti, Mauna Kea è venerata da secoli dagli isolani come una divinità. Nella lingua locale il suo nome significa “montagna bianca” a causa della neve che ricopre per quasi tutto l'anno la cima della montagna. Secondo la religione tradizionale, Mauna Kea è il più potente dei figli (le isole dell'arcipelago) del Padre del Cielo e della Madre Terra. In epoca antica, solo ai capi più importanti era permesso salire sulla montagna sacra e sempre per scopi e cerimonie ben precise. Tuttavia, fin dagli anni Sessanta, gli isolani sono venuti a patto con la presenza dei turisti e con l'installazione di telescopi, tanto che Mauna Kea ne ospita ben dodici, finanziati dalle università e dai governi di vari paesi. Infatti, benchè Mauna Kea abbia un vulcano inattivo da secoli al suo interno, il sito è l'ideale per un telescopio per l'atmosfera rarefatta (la cima raggiunge i 4200 metri di altezza), quasi sempre priva di nubi e lontana da luci artificiali, tutte caratteristiche che facilitano l'analisi di radiazioni millimetriche e di infrarossi. Ma allora perché il caso di questo telescopio, finanziato dalla fondazione di Gordon E. Moore (il proprietario  della Intel), è così diverso?

Innanzitutto perché secondo gli abitanti il governo ha rilasciato i permessi per la costruzione senza aver interpellato le associazioni locali. Ancor più importante, lo ha fatto senza aver calcolato l'impatto ambientale sulla flora e fauna locali e sulle falde acquifere. Le proteste hanno avuto un grande risalto sui media, tanto che il governatore David Ige è stato costretto a sospendere i lavori. Poco tempo fa al progetto è stato dato nuovamente il via libera, ma i sit-in delle associazioni locali impediscono ai mezzi di accedere al cantiere. Intanto, il sito web della Intel è stato vittima di un attacco hacker. Con questi presupposti, difficilmente il progetto (il cui costo è stimato in 1,4 miliardi di dollari) si concluderà nei tempi previsti, cioè nel 2022.

Fonte:  Serena Marchini   
Tags in cui l'articolo è presente :    tecnologia    scienza         
    
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