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Nuovo Articolo Nanoparticelle e tecnologia: le ultime scoperte della scienza
Categorie in cui questo articolo è presente :   Tecnologia            

28 Marzo 2015

Negli ultimi anni le scoperte tecnologiche che si basano sull'utilizzo di vari tipi di nanoparticelle sono aumentate sempre di più. Ve ne sono tre molto recenti che aprono una serie infinita di possibilità nell'applicazione e nei vantaggi conseguenti. Una di queste invenzioni è stata realizzata in Inghilterra, a Londra, ma le altre due sono tutte italiane, a dimostrazione delle potenzialità della ricerca e dei ricercatori nel nostro paese. Potenzialità spesso poco sfruttate (nel migliore dei casi) o addirittura abortite in partenza.

La prima scoperta è stata realizzata e brevettata da Graftonica, spin-off dell'Università Bicocca di Milano e consiste in pratica in un composto di nanoparticelle che proteggono i dipinti dai raggi U.V.A. del sole, principale causa del loro deterioramento. L'additivo, formato da nanoparticelle di ossido di titanio e quindi assolutamente invisibile ad occhio nudo, dovrà essere applicato sui dipinti durante gli interventi di restauro conservativo. La sua applicazione non andrà a modificare i colori o la luminosità del dipinto, ma servirà semplicemente a bloccare l'effetto dei raggi ultravioletti sull'opera.

Altra invenzione italiana è la messa a punto di nanoparticelle capaci di combattere i tumori. Si tratta di una terapia pensata soprattutto per forme aggressive di cancro (ad esempio, il tumore al cervello), sfruttando la capacità di accumulo del calore delle nanoparticelle di ossido ferroso. I ricercatori del Dipartimento di ricerca e sviluppo farmaci all'Istituto italiano di tecnologia hanno scoperto che le cellule tumorali sono sensibili al calore: in questo modo, i farmaci su cui si basano le terapie chemio possono essere efficaci anche in dosaggi più bassi, riducendo (o addirittura eliminando) tutta una serie di pesanti effetti collaterali.

Infine, i ricercatori dell'University College di Londra hanno messo a punto una soluzione di nanoparticelle per rendere le superfici autopulenti. Applicando vernici a base di nanoparticelle di biossido di titanio su stoffa, metallo, carta oppure vetro, si consente a questi materiali di non assorbire oli ed acqua, respingendoli. In questo modo, i liquidi sopra citati si limitano a formare goccioline che scivolano via dalla superficie, eliminando microbi e sporco.

Fonte:  Serena Marchini   
Tags in cui l'articolo è presente :    tecnologia            
    
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