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Nuovo Articolo Negozi ambulanti, è boom di aperture
Categorie in cui questo articolo è presente :   Economia e Politica            

26 Luglio 2015

 Boom di negozi ambulanti su tre, quattro ruote. Si tratta di paninoteche, boutique, gelaterie, mercerie e, in generale, qualunque tipo di attività commerciale che, invece di avere una sede fissa, sono itineranti. Allestite su Ape Car, furgoni e camioncini, autonome o in franchising, si stanno diffondendo molto rapidamente in tutte le citta italiane. Secondo la Confesercenti negli ultimi 5 anni sono nate ben 22.000 negozi itineranti, soprattutto nel Sud Italia. Ciò ha portato a 162000 il numero di queste imprese (dati della Federazione italiana ambulanti), il 16% delle quali a conduzione femminile ed il 33% a titolarità straniera.

I punti di forza dei negozi itineranti? L'agilità e l'economicità. Infatti, un'attività mobile è molto più facile da avviare rispetto ad una tradizionale. Ed i risultati sono estremamente positivi. È il caso della Moving Shop, marchio di boutique itineranti in franchising che ha conosciuto una notevole e continua espansione: nata a Milano, adesso conta 24 boutique su Ape Piaggio sparse in Italia, Spagna e Costa Azzurra.

Gli investimenti di partenza sono comunque molto ridotti: che si tratti di frutteria bio, libreria, boutique o esercizio di ristorazione, avviare l'impresa costa tra i 10mila ed i 50mila euro. Le spese minori valgono per le boutique, mentre paninoteche e simili sono più costose a causa della cucina. La spesa maggiore riguarda l'acquisto del mezzo (VS – veicoli speciali, azienda leader nella vendita di veicoli per autonegozi e street food negli ultimi due anni ha raddoppiato il suo giro d'affari), ma si eliminano l'affitto del fondo commerciale o il mutuo per acquistarlo. Basta aprire una partita Iva, richiedere in comune la licenza per il commercio itinerante, immatricolare il veicolo come “speciale uso negozio” ed iscriversi al registro delle imprese presso la Camera di Commercio.

Nel caso che il negozio appartenga al settore alimentare, però, si dovrà avere anche l'autorizzazione sanitaria dell'ASL e bisognerà iscriversi al Registro degli esercenti presso la Camera di Commercio. In tal caso, si deve dimostrare di avere un diploma attinente o esperienza nel settore.

Fonte:  Serena Marchini   
Tags in cui l'articolo è presente :    Crisi economica            
    
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