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Nuovo Articolo Nuova legge sul riscaldamento condominiale: dal 2016 ognuno pagherà individualmente
Categorie in cui questo articolo è presente :   Immobili    Tecnologia    Mercato immobiliare      

19 Febbraio 2015

Nuova legge sul riscaldamento condominiale:

dal 2016 ognuno pagherà individualmente


Riscaldamenti condominiali: per legge, entro la fine del 2016, ogni famiglia sarà obbligata a dotarsi dispositivi per decidere quanto calore avere in casa e pagare solo per quanto ricevuto. E' questo (31 dicembre 2016) il termine previsto dalla direttiva della UE, approvata nel 2012, per regolare l'efficienza energetica all'interno degli Stati membri. L'Italia l'ha recepita solo l'estate scorsa, come al solito a macchia di leopardo (prima il Lazio, poi la Lombardia seguita dal Piemonte, ed ora dovrebbero adeguarsi anche le altre regioni), mentre gli altri paesi europei hanno già iniziato ad applicarla. La direttiva europea non solo punta al lancio delle energie rinnovabili ed a ridurre in modo significativo le emissioni di Co2 nell'atmosfera, ma incide profondamente anche in altri settori. Soprattutto sullo stato degli immobili sia nel settore pubblico che in quello pubblico, introducendo obblighi di efficienza energetica e di rilevazione e contabilizzazione dell'energia.

Il principio base è molto semplice: perché il risparmio energetico sia globale la strada da intraprendere è quella di ridurre ed eliminare i singoli sprechi. Di conseguenza si dirà addio ai riscaldamenti centralizzati nei condomini. In ogni appartamento, infatti, il calorifero dovrà essere dotato di due dispositivi, necessari perché ogni inquilino decida di quanto riscaldare la propria abitazione e paghi solo quanto consumato. Si tratta, per la precisione, di una valvola termostatica per gestire il riscaldamento (stabilendo di persona la quantità di calore e gli orari in cui lo si vuole ricevere) e un contatore (per misurare l'effettivo consumo di calore) collegato ad una centralina.

Il costo per mettersi in regola? Circa 1.000 euro ad appartamento, con sanzioni che vanno dai 500 ai 2.500 euro per chi non rispetterà le nuove norme (per ciascun appartamento e per ciascun edificio). La spesa è indicativa, perché le tariffe per l'installazione sono più basse al Sud rispetto al Nord. Infatti, la spesa per l'acquisto di una valvola, per la sua installazione e per collegare il calorifero alla centralina del contatore varia dai 90 euro al Centro-Sud ai 120 euro del Nord. Nello specifico, 200 euro per la pompa centrale e circa 100 euro per calorifero; calcolando 6 caloriferi ad appartamento, la spesa media si aggira sui 750 euro ad alloggio (1.000 euro compresa l'IVA) più 20 euro all'anno per la lettura dei consumi attraverso il Wi-Fi.

L'ammortamento delle spese dovrebbe variare tra i 3 e i 5 anni (ma secondo altre stime i tempi sarebbero più lunghi). Comunque una volta rientrate le spese, il condominio inizierà a guadagnarci, con una riduzione delle spese dal 12% al 29%. Tuttavia, anche se, per legge, si può ottenere il beneficio fiscale di detrarre il 50% della spesa nei successivi 10 anni fiscali, il costo immediato non è certo una bazzecola. Ma il consiglio delle associazioni di settore è di collegare questi interventi obbligatori con altri, in una visione d'insieme per il maggior risparmio energetico possibile.

Ultima, ma non meno importante, è la speranza che queste disposizioni abbiano un influsso positivo sull'economia, stimolando la crescita di aziende in questo settore del mercato e la nascita di nuove realtà aziendali.

Fonte:  Serena Marchini   
    
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