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Nuovo Articolo Nuove regole per la ristrutturazione edilizia per proteggere i nidi delle rondini
Categorie in cui questo articolo è presente :   Ambiente            

4 Agosto 2015

Le rondini, i rondoni ed i balestrucci sono in continua diminuzione in Europa: il calo della popolazione in 30 anni è del 18% per i balestrucci e del 28% per le rondini. Più difficile fare una stima precisa per i rondoni, dato che questi uccelli vivono quasi esclusivamente in volo. Le tre specie sono accomunate non solo per l'aspetto, ma anche per essere dei grandi cacciatori di insetti e per essere uccelli migratori: partono in autunno per svernare nei paesi caldi e tornano solo a primavera.

La ragione di questo calo è dovuta proprio alla perdita di siti riproduttivi: in pratica, gli uccelli li lasciano in autunno e, al loro ritorno in primavera, ne trovano sempre meno. Spariscono i vecchi nidi e spariscono anche gli spazi in cui costruirne di nuovi. Stalle piccole ed aperte (le preferite dalle rondini), fori nei muri e nei tetti (l'ideale per i rondoni) e sottotetti ad angolo retto (per i balestrucci)... Al loro posto trovano prefabbricati chiusi, sottotetti concavi, fori sigillati: gli edifici moderni non solo offrono pochi spazi, ma addirittura sono progettati per scoraggiare la nidificazione di questi uccelli.

Nascono così, sotto la pressione dei gruppi ambientalisti, nuove regole per proteggere rondini, rondoni e balestrucci. A Zurigo, per esempio, l'amministrazione cittadina ha dato incarico ad un esperto ambientalista di vigilare sulle ristrutturazioni edilizie, in modo che queste non danneggino i nidi ed i siti di riproduzione. Anche le città italiane, sia grandi che piccole, si stanno muovendo in questa direzione. A Trieste, Milano, ed a Rio Elba e Marciana (piccoli comuni dell'Isola d'Elba), sono state emanate delibere che vietano la distruzione dei nidi e per modificare il regolamento edilizio. In questo modo, alcune tipologie di edifici, se sottoposti a ristrutturazione, devono riacquistare le caratteristiche che li rendevano adatti alla nidificazione di queste specie.

Nel caso particolare, il comune di Milano ha deliberato che, in ogni opera di ristrutturazione che coinvolga facciate e tetti, debbano essere tutelati i siti di nidificazione. Ovviamente, è necessario vigilare perché le imprese si attengano alle disposizioni. A Trieste, invece, il comune, in collaborazione con l'associazione Liberi di volare, sta installando 54 nidi artificiali su una scuola in ristrutturazione. Infine, a Rio Elba, il comune controlla (grazie alla collaborazione dell'associazione Bat e del Parco nazionale dell'Arcipelago Toscano) i siti adatti per la nidificazione di rondini, rondoni e balestrucci ed impone alle imprese il rispetto del regolamento edilizio, installando nel contempo nidi artificiali in tutto il paese.

Fonte:  Serena Marchini   
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