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Nuovo Articolo Opere inutili: quante sono e quanto ci costano?
Categorie in cui questo articolo è presente :   Cronaca            

3 Novembre 2015

Aeroporti deserti, ponti scivolosi, teatri inaugurati e subito chiusi, opere mai finite o mai inaugurate oppure mai utilizzate. Miliardi di denaro pubblico spesi con l'unico risultato di avere opere inutili, costose, spesso brutte o che deturpano l'ambiente. In un libro-denuncia, "Grandi e inutili" di Antonio Fraschilla (174 pagine, pubblicato da Einaudi, 17 euro) si elencano e si analizzano nel dettaglio tutte queste opere “dell'antestetica d'Italia”. Una rassegna di ecomostri che sfregiano monti e valli, sprechi faraonici compiuti in oltre 40 anni e quasi sempre rimasti impuniti.

Qualche esempio? Strade con varianti che conducono al nulla, ospedali dove pascolano capre, il Lago Azzurro (segnato nelle guide turistiche della Calabria ma inesistente). C'è poi l'ex base della Nato alla Maddalena, ristrutturata per ospitare il G8: mai avvenuto, si preferì spostarlo a L'Aquila post terremoto. L'appalto da 200 milioni di euro, gestito dalla curia di Balducci e di Anemone, che lo portò al raddoppio in pochi mesi, ha avuto come risultato strutture corrose dalla salsedine e mezzo milione di euro di Imu all'anno a carico della Regione Sardegna. Passando alle manifestazioni sportive, è il caso della pista di ski jumping di Pragelato (costruita per ospitare le Olimpiadi Invernali 2006, oggi è abbandonata, ridotta ad uno scheletro di ferrocemento) ed i lavori per i mondiali di nuoto 2009 a Roma. Delle strutture resta solo la Vela a Tor Vergata, una palazzina di acciaio e calcestruzzo (60.000 metri cubi), i cui costi di gestione sono troppo alti per la riqualificazione ad orto botanico. Stesso disastro per le Universiadi 1997 in Sicilia: palazzetti dello sport senza parcheggi, gradinate fuori norma, piscine di 49 metri invece dei 50 prescritti dal regolamento.

E il teatro Sciascia, in provincia di Agrigento? I lavori sono iniziati addirittura nel 1973, ma il teatro è stato inaugurato nel maggio 2015. È stato chiuso dopo appena tre giorni perché il palco non poteva ospitare l'orchestra.  A Baia di Capri,  nel bel mezzo del Parco Naturale del Gargano (Puglia) è stato costruito un ecomostro di 60.000 tonnellate di cemento: mega hotel con discoteca, è costato 40 milioni di euro ed ora è abbandonato nel nulla, irraggiungibile. A volte,  per salvare il salvabile  si decide di chiamare un archistar, ma non è detto che basti. Il talento di Gae Aulenti non è bastato a rilanciare commercialmente l'aeroporto di Perugia (a quota 8 voli al giorno). A volte, invece,  l'archistar riesce solo a peggiorare le cose. È il caso del Ponte di Calatrava nel Canal Grande di Venezia: a causa dei gradini in vetroresina i passanti, per non cadere, devono camminare esclusivamente al centro. Nel libro, Antonio Fraschilla censisce quasi 1000 casi  di opere inutili,  incompiute o inutilizzate per un costo totale di 10 miliardi di euro. Secondo le stime di Confindustria, invece, i costi ammonterebbero al doppio. E gli unici a pagare sono stati i contribuenti.

Fonte:  Serena Marchini   
Tags in cui l'articolo è presente :    Debito pubblico    Politica         
    
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