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Nuovo Articolo Prestiti ipotecari vitalizi: perché gli operatori del settore immobiliare sono contrari?
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9 Aprile 2015

Con i prestiti ipotecari vitalizi (previsti dalla legge approvata questo 19 marzo al Senato) le banche aumentano la loro presenza sul mercato immobiliare. Adesso, infatti, non solo gli istituti di credito finanzieranno l'acquisto di immobili da parte dei privati, ma potranno anche acquistarli e venderli.

E proprio per questo la Fiaip (Federazione italiana degli agenti immobiliari) ha presentato un esposto all'Autorità garante del mercato e della concorrenza ed alla Banca d'Italia, ravvisando in questa pratica una concorrenza sleale. In pratica, le banche dovrebbero limitarsi a supportare e finanziare l'attività delle realtà aziendali presenti sul mercato (sia esso immobiliare o altro), senza fare direttamente impresa.

Premesso questo, di che cosa si parla con il termine “prestito ipotecario vitalizio”? In definitiva si tratta di un vitalizio erogato come prestito da una banca e garantito da un'ipoteca su di un immobile di proprietà. Consiste nel convertire parte del valore della propria casa/appartamento/ecc. in denaro liquido, ed è riservato soltanto a proprietari con un'età superiore ai 60 anni. Le esigenze a cui questa tipologia di finanziamento vuole andare incontro sono il volersi garantire una vecchiaia più confortevole senza dover vendere la propria casa e traslocare. Potranno quindi rimborsare gradualmente la somma prestata. D'altro canto, il prestito funziona esattamente come un'ipoteca: le banche percepiranno gli interessi sull'importo erogato e, se questo non viene rimborsato dal proprietario o dai suoi eredi, potranno vendere l'immobile ipotecato per rientrarne in possesso. La vendita, in questo caso, sarà effettuata tramite un'agenzia immobiliare interna, senza doversi rivolgere ad operatori indipendenti.

La prima banca ad avere creato una propria agenzia immobiliare è stata la Cassa di Risparmio di Bolzano nel 2011. Quest'anno si sono aggiunte Unicredit (che immetterà sul mercato immobiliare circa 20.000 immobili) ed Intesa San Paolo (a gennaio). Anche in tempi di crisi del settore, le banche sono sicure di ricavare dei benefici dall'istituto del prestito ipotecario vitalizio, in quanto potranno proporre prezzi più bassi (dal momento che sarà eliminata la percentuale a cui hanno diritto i mediatori e gli agenti immobiliari esterni). In più, gli istituti di credito potranno proporre contemporaneamente alla clientela possibilità di finanziamenti per l'acquisto dell'immobile in questione ed altri servizi complementari. E' anche per questo che gli operatori del settore intendono bloccare quanto prima l'attività degli istituti finora coinvolti ed impedire che altri seguano la stessa strada.

Fonte:  Serena Marchini   
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