Home CASAndo News

Pubblica News

Ricerca Annuncio

Pubblica Annuncio

icona degli articoli pubblicati Dettaglio Articolo  

Nuovo Articolo Quando festeggiare il proprio compleanno diventa un reato
Categorie in cui questo articolo è presente :   Estero            

19 Dicembre 2015

Si può essere denunciati e condannati per aver festeggiato fuori il proprio compleanno? In Tagikistan sì. Dal 2007 è entrata in vigore una legge (Legge su tradizioni, celebrazioni e rituali), che proibisce di celebrare il proprio compleanno fuori dalle mura di casa. Allo stesso modo i funerali, i matrimoni e le circoncisioni (il paese è a larga maggioranza musulmana) sono regolati molto severamente. La decisione è stata presa direttamente dal presidente Tagiko Emomali Rahmon: musulmano praticante, guida (con vari titoli) dal 1992 il Tagikistan, paese dove secondo le associazioni in difesa dei diritti umani si violano anche le libertà basilari e dove le autorità bloccano spesso l'accesso a Facebook, Google, YouTube e altri social network. Secondo Rahmon, queste celebrazioni erano fatte in modo troppo sontuoso, tanto che le famiglie si indebitavano pur di primeggiare con la festa più elaborata e dal maggior numero di invitati. Da qui la legge, che regola ogni aspetto delle celebrazioni, dal numero delle macchine degli invitati al menu (quanti chili di carne o riso si possono consumare) al numero di invitati: per i matrimoni possono essere al massimo 150, mentre per i compleanni devono essere limitati ai parenti più stretti. E ovviamente la festa deve essere celebrata in casa.

Amirbek Isaev, invece, è stato accusato di aver organizzato un party illegale perché per il suo venticinquesimo compleanno si è recato con 13 amici in Irish Pub della capitale Dusanbe. Come prove a suo carico sono state addotte le foto da lui stesso postate su Facebook (e poi eliminate in tutta fretta, anche se non abbastanza rapidamente): è la prima volta che la legge tagika usa i social network come "prova d'accusa" in un caso del genere, ma non sarà l'ultima. Con la mania dei post e la diffusione dei social stanare questi tipi di "reato" sarà ancora più semplice. Isaev si è difeso sostenendo di non aver ricevuto regali, di non aver brindato, di non aver neppure spento le candeline sulla torta; lui e i suoi amici hanno persino fatto "alla romana", pagando ognuno le proprie consumazioni di cibo e bevande. Inutile: è stato condannato lo scorso giugno a una multa di 4000 somori (equivalenti a 560 euro) e il ricorso in appello di agosto è stato respinto. E non è stato l'unico a essere stato denunciato: lo scorso anno infatti i casi sono stati 394.

Fonte:  Serena Marchini   
Tags in cui l'articolo è presente :    Estero            
    
          Share on Tumblr




Iscriviti alle nostre News

Nome: *
Mail: *
Informativa Privacy

icona degli articoli pubblicati Categorie

icona dei Tegs degli articoli pubblicati Tags