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Nuovo Articolo Quando i farmaci sono i protagonisti di un gioco al rialzo...
Categorie in cui questo articolo è presente :   Salute            

13 Febbraio 2016

Negli Stati Uniti ha suscitato grande clamore la decisione di Martin Shkreli, imprenditore 32enne di Brooklyn che in una notte ha alzato il costo di un farmaco della sua Turing Pharmaceuticals del 5456%. In pratica, di 55,5 volte, facendolo passare da 13,5 dollari a 750. Il farmaco è il Daraprim, ovvero la pirimetamina, molecola antiparassitaria inventata contro la malaria 62 anni fa da Gertrude Belle Elion, Premio Nobel per la medicina. Al giorno d'oggi lo si utilizza per combattere la toxoplasmosi negli immunocompressori. Si tratta di un farmaco vecchio usato da pochi (secondo Ims Health, negli USA 8821 persone nel 2014), ma per cui è fondamentale: passato dalla GlaxoSmithKline alla CorePharma agli Impax Laboratories (aumentando di prezzo ad ogni cessione), è stato acquistato in agosto da Shkreli, che ha deciso di gonfiarne il prezzo in maniera abnorme. Facendolo con una spregiudicatezza (“È capitalismo”) e un'arroganza che non ha fatto passare inosservato il rincaro.

Infatti, questo gioco al rialzo è pratica comune negli Stati Uniti: si compra un vecchio farmaco, se ne diventa monopolisti e si alza enormemente il prezzo, facendolo diventare d'élite. È accaduto a vecchi antibiotici come la tetraciclina, la cicloserina e la doxicilina (per produrli servono solo pochi centesimi di dollaro), oppure per l'antidepressivo Clomipramina, salito del 3600%. Anche Shkreli (poi arrestato per tutta un'altra faccenda) non è nuovo a questo gioco: nel 2014, infatti, aveva acquistato il Thiola, farmaco a base di tiopromina che combatte una malattia genetica dell'apparato urinario, e ne aveva aumentato il prezzo del 2000%. Questa volta la cosa non è passata sotto silenzio e il problema del costo dei farmaci è emerso. Così non solo Shkreli è stato costretto a ribassare il prezzo del Daraprim, ma i candidati delle primarie democratiche Hillary Clinton e Bernie Sanders hanno messo il tema in cima alle proprie agende politiche. E in Borsa i titoli delle case farmaceutiche sono crollate (ad esempio, quelli della Nasdaq Biotech Index hanno perso il 4%) per timore che sia in arrivo un calmiere dei prezzi.

Fonte:  Serena Marchini   
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