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Nuovo Articolo Quando la burocrazia complica anche la morte
Categorie in cui questo articolo è presente :   Attualità            

3 Maggio 2015

La burocrazia complica non solo la vita, ma anche la morte. Accade a Palermo, al cimitero dei Rotoli, in piena emergenza loculi. L'emergenza cimiteriale nel capoluogo siciliano ha origine da una frana: nel novembre 2007 (quasi 8 anni fa) precipitarono tre massi dal costone roccioso di Monte Pellegrino. Lo smottamento ebbe come immediata conseguenza quella di bloccare centinaia e centinaia di loculi e sepolture gentilizie per il rischio di un nuovo crollo. Ancora adesso oltre 800 loculi restano inutilizzati: per ben 7 anni gli intoppi e i tira-e-molla burocratici hanno impedito la messa in atto di interventi per la messa in atto in sicurezza della zona. I lavori sono partiti solo lo scorso anno, ma la burocrazia ne ha rallentato il corso. Inoltre, varie inchieste giudiziarie si sono susseguite per l'assegnazione dei lavori e la loro realizzazione. L'ultima riguarda una gara d'appalto da 6 milioni di euro per il consolidamento del Monte Pellegrino: nel luglio 2014 sono state emesse 3 condanne per turbativa d'asta.

L'emergenza riguarda l'intero cimitero, ma sono le sepolture dei poveri ad andare più a rilento. A Palermo muoiono in media 15 persone al giorno e, in attesa di trovare una collocazione, le salme sono sistemate, l'una sull'altra, nell'antico archivio storico del Comune (situato proprio all'interno del Cimitero di Rotoli). Alcune bare giacciono lì da mesi. Non può non ritornare alla mente la famosa scena del film di Alberto Sordi “Un borghese piccolo piccolo”, solo che qui non c'è niente da ridere. E mentre alcuni, per evitare che il congiunto finisca in un deposito, finiscono per conviver con la salma (tenendosi la bara in salotto o in soggiorno), arriva la proposta realizzare un cimitero in un terreno confiscato alla mafia. Ma non per gli esseri umani, per arginare l'emergenza, ma per gli animali domestici.

A proposito di mafia, non bisogna dimenticare che fino a qualche anno fa il Cimitero di Rotoli era il luogo dove i boss Giovanni e Salvatore Lo Cicero gestivano il racket delle sepolture. I loculi erano pochi e si dovevano pagare, diventando business. Un affare milionario in cui le poche tombe a disposizione venivano pagate anche il quadruplo.

Fonte:  Serena Marchini   
Tags in cui l'articolo è presente :    Burocrazia            
    
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