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Nuovo Articolo Quando la speculazione calpesta non solo l'ambiente ma anche la storia
Categorie in cui questo articolo è presente :   Attualità    Cronaca    Economia e Politica      

2 Marzo 2015

Edifici belli, gradevoli, a volte persino di interesse storico e culturale, eppure vengono abbattuti per far posto a casermoni di cemento, veri e propri ecomostri. I due casi più recenti nelle cronache sono in Trentino Alto Adige, rispettivamente ad Arco e a Riva del Garda, dove la speculazione non ha guardato in faccia a niente e nessuno (storia, bellezze naturali, architettura). E dove la magistratura ha chiesto un supplemento di indagine -non è la prima volta, infatti, che la speculazione edilizia in Trentino attiri l'attenzione della malavita, anche organizzata-, mentre le proteste vanno avanti e si moltiplicano.

Ad Arco è stato abbattuto un pezzo di storia, l'ex sanatorio Argentina (già albergo Olivenheim), risalente al periodo Asburgico. La città, infatti, era famosa come meta turistica per villeggiatura e ristoro, una delle più rinomate dell'Impero Asburgico. Favorita da un clima mite anche in pieno inverno, Arco divenne sede di numerose ville nobiliari e di sanatori, tutti edifici dalla caratteristica architettura mitteleuropea che si innalzano intorno al castello del centro storico. Quest'ultimo è stato anche immortalato su tela dal pittore Albrecht Durer, durante uno dei suoi viaggi in Italia. E' non è l'unico fatto storico rilevante che interessa Arco: la città, infatti, ha dato i natali al pittore divisionista Giovanni Segantini e al pioniere dell'aeronautica italiana Gianni Caproni. Infine, vi morì in esilio l'ultimo re delle Due Sicilie, Francesco II di Borbone.

Adesso, nelle vicinanze del centro storico e del Parco Arciducale, sulla via che conduce al castello (da cui si sovrasta il Lago di Garda) è spuntato un casermone di cemento di tanti appartamenti. Sparito l'ex sanatorio costruito, sul finire dell'Ottocento, in stile neoclassico. Anche la vicina olivaia è stata interessata dalla speculazione, con la costruzione di alcune ville in stile vagamente nipponico, che risaltano nel contesto come un pugno nell'occhio.

Poi c'è il caso di Riva del Garda, dove i centri commerciali spuntano come funghi. L'ultimo è stato costruito al posto del vecchio Hotel Arco (abbattuto dietro concessione del Comune) sul fiume Sarca, proprio ad un passo dal centro storico. Adesso crescono i comitati contro la speculazione edilizia e le cementificazioni non solo selvagge, ma anche insensate. Non si tratta solo di gruppi ambientalisti, ma anche di semplici comitati di cittadini (tra cui SalviAmoArco), che denunciano lo scempio ambientale e culturale della propria città. Ad Arco, a Riva del Garda, in tutto il Trentino, si è costruito troppo: moltissime case ed appartamenti rimangono vuoti ed invenduti (è il caso del residence costruito a spese dell'Argentina), mentre gli alberghi (complice anche la crisi) non riescono a riempire le camere. 

Fonte:  Serena Marchini   
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