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Nuovo Articolo Quando occorrono 35 anni per completare un teatro e quando sono i cittadini a proteggere i siti culturali locali
Categorie in cui questo articolo è presente :   Attualità            

12 Maggio 2015

 Due esempi di come la cultura viene concepita nel nostro paese. Sono ambientati entrambi nel Sud Italia, uno in Sicilia, in provincia di Agrigento, l'altro in Campania, in provincia di Caserta. Il primo caso riguarda il Teatro Samonà a Sciacca, comune di mare di 400 mila abitanti, e si può sintetizzare in una domanda: Quanti anni occorrono per completare un teatro? La risposta è: oltre 35 anni. Infatti il teatro di Sciacca, ideato dagli architetti Samonà nel 1973, deve ancora aprire i battenti. Il costo dell'opera? Trenta miliardi di lire all'inizio dei lavori nel 1979. Interrotti nel 1982, ancora incompiuti, i lavori ripresero nel 2006, quando furono stanziati 7 milioni di euro. Altri 350 mila euro servirono nel 2013 per le poltroncine di velluto rosso e per gli allestimenti interni. Eppure il teatro non è inaugurabile.

Il fatto è che per rendere accessibile la platea da 800 posti, il palcoscenico è stato diviso in due da un muro. La conseguenza è stata uno stravolgimento totale della struttura: il proscenio è stato ridotto, la buca dell'orchestra eliminata. Così com'è adesso, l'opera non è più un teatro, ma un auditorium dalle dimensioni sproporzionate, la cui gestione è impossibile. Per rendere di nuovo fruibile il teatro si dovrà allungare il palcoscenico, creare pareti laterali e i camerini per gli attori. Il costo dei nuovi lavori sarà di circa 100 mila euro.

Altri, tuttavia (tra cui lo stesso responsabile dei lavori al Teatro Samonà), chiedono una riqualificazione dell'edificio. Questo può essere immediatamente funzionante, ma non come teatro. Il foyer e gli spazi, infatti, possono essere utilizzati per attività culturali di ogni tipo, mentre gli impianti appena collaudati consentono di ospitare la proiezione per eventi cinematografici. Perchè quindi investire altro denaro in un teatro mai aperto, di cui peraltro non si sa a chi affidarne la gestione?

L'altro caso riguarda, invece, il sito archeologico di Cales (Calvi Risorta), vicino a Caserta. E' praticamente risorto, grazie ai cittadini. Un anno fa c'erano solo rovi, erbacce e rifiuti, quando un gruppo di persone della zona ha lanciato un appello per rendere nuovamente visitabile il sito archeologico abbandonato. Risposero in 70, armati di guanti e ramazze. Adesso sono tornate le visite guidate.

Fonte:  Serena Marchini   
Tags in cui l'articolo è presente :    Arte    Cultura    Teatro      
    
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