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Nuovo Articolo Riforma catastale, cosa cambierà?
Categorie in cui questo articolo è presente :   Immobili    Mercato immobiliare         

19 Febbraio 2015

Riforma catastale, cosa cambierà?

Riforma catastale, che cosa cambierà? Parecchie cose, non tutte in meglio purtroppo. Innanzitutto, si passa dalle 26 categorie attuali ad otto, non si farà più alcuna distinzione tra le case di lusso e quelle popolari, e per la valutazione ci si baserà sulla metratura e posizione dell'abitazione. Sono queste alcune delle novità contenute nel decreto legislativo riguardante la riforma del Catasto, allo studio della Commissione Finanza del Senato, e che dovrebbe essere approvato dal governo, nel Consiglio dei Ministri, questo venerdì 20 febbraio. Tuttavia, nell'incontro in agenda, si prevede di esaminare l'idea di un abbassamento standard del 30 per cento già da adesso.

La riforma avrà lunghi tempi di applicazione (secondo le stime sarà applicata solo nel 2019) per arrivare a riguardare circa 63 milioni di abitazioni. L'obiettivo è quello di assicurare una maggiore equità del sistema erariale senza però aumentare il gettito fiscale totale risultante dalle  imposte sugli immobili. La sostanza è che fino ad adesso il valore fiscale di un immobile si calcolava in base alla sua rendita catastale e ai valori fissati per legge; da ora in poi, invece, si baserà sull'estensione dell'immobile in metri quadrati e ai valori stabiliti dal mercato. Il nuovo parametro introdotto si chiamerà “valore medio ordinario”.

In più, il nuovo Catasto valuterà non solo le rendite derivanti dagli immobili ma anche i valori patrimoniali. Questi ultimi saranno calcolati sulla base dei valori di mercato del triennio precedente all'anno in esame. La classificazione delle unità abitative si determinerà in base alla loro destinazione d'uso (distinta tra ordinaria e speciale); inoltre, per quanto riguarda la prima classificazione (quella ordinaria) avrà il suo peso anche l'ambito territoriale.

Come base di valutazione si impiegheranno le attuali Zone Omi (determinate dall'Osservatorio sul mercato immobiliare), che sostituiranno le microzone adottate a livello comunale. Sul calcolo influiranno anche alcune variabili, come la metratura dell'unità immobiliare, la tipologia edilizia, l'intorno, lo stato di conservazione, la presenza o meno di un ascensore, il piano e l'affaccio. Si calcola la rivalutazione degli immobili si aggirerà tra il 30 e il 180 per cento, nonostante si assicuri che la pressione fiscale sugli immobili non aumenterà.

In più, almeno per quanto riguarda le unità immobiliari ordinarie, le categorie si ridurranno ad otto dalle 26 attuali, e le categorie anziché 26. Saranno cancellate le vecchie categorie A2 e A3, mentre quelle nuove riporteranno la sigla “O”, cioè “ordinaria”, che comprenderà tutte le abitazioni (condomini, a schiera, singole unità) e simili (garage, studi, uffici, magazzini, locali da deposito, laboratori artigianali). Infatti, le abitazioni aranno distinte in tre categorie: fabbricati residenziali plurifamiliari o promiscui (condomini), fabbricati residenziali unifamiliari (case unifamiliari), fabbricati residenziali plurifamiliari isolati oppure a schiera (case a schiera o villette plurifamiliari). Inoltre, sarà cancellata la distinzione tra abitazioni signorili, case di lusso, abitazioni ordinarie e case popolari.

Sarà prevista anche una nuova categoria, la categoria “S”, cioè “speciali”, che comprenderà tutte le altre 18 vecchie categorie. Sotto questo nome saranno racchiusi in modo dettagliato tutti gli immobili con finalità business e quelli destinati ad attività pubbliche. In pratica, industrie, impianti energetici, centri commerciali, scuole, carceri ed ospedali. Rimarrà la categoria “esenti” per le chiese ed i luoghi di culto.

Tuttavia, questa riforma catastale rischia essere una “stangata” per i proprietari di case le cui rendite sono inferiori rispetto al valore di mercato dell'immobile. Infatti, la situazione odierna del mercato immobiliare è ancora in ribasso, le compravendite sono poche e, quindi, per molti immobili la tassazione supererà i ricavi.

Fonte:  Serena Marchini   
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