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Nuovo Articolo Rifugiati, la Francia è il paese in fondo alle preferenze
Categorie in cui questo articolo è presente :   Cronaca            

31 Ottobre 2015

In attesa che le quote migranti vengano definite, è già stato siglato un accordo di solidarietà tra Francia e Germania, secondo cui la prima si impegna ad accogliere 1000 rifugiati siriani dai centri di accoglienza tedeschi e successivamente 24mila in due anni. Quasi 6mila comuni hanno dato la loro disponibilità: ad esempio, a Romainville, banlieue a nord di Parigi nella regione di Seine-Saint-Denis, erano stati destinati un centinaio di rifugiati siriani da accogliere in una palazzina presa appositamente in affitto da un privato, dato che tutti gli altri centri della regione sono già pieni. Risolte la logistica e la mediazione politica (resistenze dei sindaci, proteste oppure opposizioni della popolazione locale), i responsabili dell'Opfra (Office francaise de protection des réfugés et des apatrides, l'agenzia incaricata per i rifugiati) sono partiti da Parigi per Monaco. Dovevano tornare con i pullman carichi di siriani da smistare nei vari centri di accoglienza francesi. Invece dei 1000 previsti ne sono arrivati solo 300. Gli altri non sono voluti partire.

Secondo il piano approvato dalla Commissione Europea, infatti, i trasferimenti dei rifugiati tra paesi UE devono essere volontari. I responsabili dell'agenzia francese a Monaco dovevano appunto convincere i profughi a venire in Francia (sono stati distribuiti volantini in arabo in cui venivano spiegate le procedure di asilo, i diritti e i sussidi a cui hanno diritto nel territorio francese) ma secondo l'Agence France Press a Monaco la Francia è uno dei paesi più in basso nelle classifiche delle preferenze per siriani ed iracheni. L'obiettivo è la Germania, la Gran Bretagna o i Paesi scandinavi. Preferibili sono anche l'Italia e la Spagna. I motivi sono diversi.

Innanzitutto, la Francia ha 9 milioni di disoccupati e al secondo trimestre ha registrato una crescita zero, mentre la ripresa in Germania e Gran Bretagna è ben avviata, con concrete possibilità di lavoro. Inoltre, molti rifugiati hanno almeno un parente in Germania, Scandinavia e Regno Unito, mentre in Francia le procedure per la richiesta di asilo politico sono lunghe, di esito incerto, esattamente come le pratiche per il ricongiungimento familiare. Infine, in un mondo globalizzato i profughi non possono ignorare la crescita del Front National (che detta l'agenda politica anti-accoglienza sia a destra che a sinistra), l'idea di abolire lo ius solis, i tentennamenti di Hollande, prima decisamente contrario alle quote e poi travolto dalla decisione tedesca.

Resta il fatto che il rifiuto dei profughi di andare in Francia è stato uno schiaffo per l'alta opinione che questo paese ha di sé: l'idea di non essere più una meta ideale è inconcepibile. Tanto che sono stati raddoppiati gli sforzi nei centri di accoglienza tedeschi: una settantina di profughi ha accettato, con l'impegno che i tempi per la richiesta di asilo politico non supereranno i 3 mesi e che avranno diritto all'assistenza sanitaria e a corsi di francese.

Fonte:  Serena Marchini   
Tags in cui l'articolo è presente :    Crisi economica    attualità    Estero      
    
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