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Nuovo Articolo Ripudiate per un voto
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28 Gennaio 2016

Nel mese di ottobre si sono svolte le elezioni politiche in Tanzania, Stato africano dove il governo è espressione dello stesso partito dal giorno della sua indipendenza, cioè dall'anno 1961. Più di cinquant'anni. Come sempre il candidato presidente di maggioranza è stato eletto con un largo margine di voti, ma per la prima volta le urne hanno dato un risultato diverso per il Parlamento, dove sono stati eletti molti candidati dell'opposizione. Tra l'altro, molti ministri del precedente governo hanno perso il proprio seggio. Ancora peggiori sono stati i risultati elettorali nell'isola di Zanzibar, il cui statuto di autonomia garantisce l'elezione di un proprio Parlamento e di un proprio presidente: lì il partito di governo è stato sconfitto, ma il voto non ha potuto essere tradotto nella pratica. Nonostante le numerose proteste, le elezioni sono state invalidate causa irregolarità e a Zanzibar si tornerà alle urne questo mese oppure a febbraio.

Ma a Zanzibar ha fatto scalpore anche un'altra faccenda legata alle elezioni e che si è risaputa solo settimane dopo il voto. Decine di donne - alcune associazioni per i diritti umani e quella delle donne avvocato di Zanzibar hanno stilato un dossier in cui si elencano ben 47 casi riconosciuti - sono state abbandonate o addirittura ripudiate dai propri mariti proprio a causa del voto espresso. O meglio, per non aver votato come volevano i coniugi. A Zanzibar, isola in cui la maggioranza del milione e trecentomila abitanti è di religione musulmana, moltissimi uomini hanno ordinato alle proprie mogli di votare per il candidato dell'opposizione, anche se la maggior parte di loro non voleva abbandonare il partito di governo. Messe di fronte a questo dilemma, molte hanno votato secondo le indicazioni del marito, altre hanno deciso di non andare a votare, mentre alcune hanno dato comunque la preferenza al candidato di maggioranza. Pagando in questo modo l'esercizio dei loro diritti.

Fonte:  Serena Marchini   
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